martedì, febbraio 10, 2009
Torta alle carote, mandorle ed arancia
lunedì, novembre 24, 2008
Crema profumata all'arancia rivestita di frolla nera

giovedì, novembre 06, 2008
Cake allo yogurt,arancia, cioccolato e banana

martedì, settembre 30, 2008
Torta rovesciata di pere

giovedì, maggio 29, 2008
Mini Tortine Paradiso
[Stasera alle 22.30 - ed in replica domani alle 15.00 - il Monolocale è anche - in una comparsata televisiva - su Life Sharing, il "programma bonsai" di Alice Home TV (canale 10), visibile anche su www.bonsai.tv o sul portale RossoAlice]
lunedì, maggio 26, 2008
Crostata di pesche e prugne

domenica, febbraio 03, 2008
Tortine all'arancia


Ne ho fatte di varie forme...e accompagnate con un ottima salsina preparata semplicemente facendo restringere il succo filtrato con zucchero a velo.
lunedì, ottobre 22, 2007
Tortino tiepido di mandarino con aria di agrumi

mercoledì, ottobre 03, 2007
Tarte Tatin alla banana
Non potete immaginare quanto mi piace rovesciare le tarte tatin appena uscite dal forno ed avere la soddisfazione di non far rimanere neanche un pezzetto di frutta attaccato al testo!Tutto scivola perfetto e la frutta ben sistemata e lucente aspetta solo di essere tagliata e sistemata vicino una pallina di gelato alla panna che per il calore comincia a sciogliersi!!
Per prepararle ci sono varie maniere..c'è chi fa lo sciroppo, chi ci mette il burro, chi spolvera il testo con lo zucchero e mette dei fiocchetti di burro sulla frutta, chi cuoce per un po sul fornello e poi inforna...io sinceramente vado a periodi e soprattutto dipende dal tipo di frutta.
Questa volta ho preparato una sorta di mou con 100g di zucchero di canna e 60g di burro (il burro anche se so che in pasticceria non si fa l'ho aggiunto ad occhio quindi poi vedete voi se metterne 50 o 70!) . Ho sistemato il preparato sul fondo di un testo da forno, ho sistemato le banane che avevo precedentemente sbucciato e tagliato in due nel senso della lunghezza e sopra ho messo la pasta sfoglia facendo ben attenzione a farla aderire ai bordi.
200° finchè la pasta sfoglia non è ben dorata e poi quando esce dal forno la capovolgete sul piatto da portata. Io l'ho accompagnata in mancanza di gelato con una quenelle di ricotta vaccina montata con poco zucchero e qualche semino di papavero che con le banane ci si abbina che è una bellezza!!
mercoledì, giugno 06, 2007
Un must dell'estate...Crostata di frutta
una bella Crostata di frutta con una pasta frolla morbida e fragrante, la classica crema pasticcera (preparata da un pasticcere d'eccezione), lamponi e more freschissime ed una leggera gelatina di lime!
La ricetta della pasta frolla, ormai collaudata nel Monolocale: 250g farina00, 125g burro, 125g di zucchero, 1 uovo (50g), sale fino qb, aromi (vaniglia, scorza di limone o arancia).
Mescolare il burro in “pomata” con lo zucchero, il sale e gli aromi. Aggiungere le uova quindi versare nel composto in un’unica soluzione la farina impastando velocemente con la punta della dita fino ad ottenere un impasto omogeneo. Avvolgere la pasta nella pellicola trasparente e lasciarla riposare ½ h (ma qualche ora sarebbe meglio!). Foderare con la pasta frolla una tortiera, mettervi sopra un foglio di cartaforno ed uno strato di legumi secchi (per non far gonfiare la pasta). Infornare e cuocere per 30’ circa a 180°. A questo punto togliere lo strato di legumi e far cuocere altri 5'. A cottura ultimata lasciar riposare prima di sformare.
Per la crema pasticcera, va bene qualsiasi ricetta. Ve ne indico una semplice (che è riuscito a fare anche - o quasi - Fabrizio) - anche se non molto precisa:
2 tuorli amalgamati con 4 cucchiai colmi di zucchero, ai quali vanno aggiunti 2 cucchiai di farina setacciata, scorza di limone, vaniglia e 500 ml di latte caldo. Rimettere sul fuoco e girare con una frusta finché non raggiunga la consistenza desiderata.
Per la gelatina basta spremere un lime, aggiungere il succo di mezzo limone, circa due bicchieri d'acqua, zucchero a piacere, portare a lieve ebollizione ed aggiungere un foglio di colla di pesce precedentemente ammollato in acqua fredda.
Quando il composto è tiepido, pennellarlo delicatamente sulla torta.
venerdì, aprile 06, 2007
Pizza di Pasqua
"Sulla tavola apparecchiata sono gia pronte le tazze fumanti del cioccolato. Inoltre pizze di Civitavecchia dove prevale il sapore degli ànaci, salami di diverse qualita, già tagliati, dominati dalla corallina, e vassoi di uova sode. Tra poco arriverà un altro piatto tradizionale, che è ancora sul fuoco: coratella e carciofi". (Mario Verdone) martedì, aprile 03, 2007
Strudel
Era da tempo che volevo provare a fare lo Strdel...avevo questo pallino...basta con lo strudel veloce fatto affettando qualche mela e arrotolandola con una spruzzata di cannella in una comune pasta sfoglia comprata poco prima al supermercato. Avevo il desiderio provare a preparare la pasta...si si...quella che va stesa finissima a tal punto da vedere la tovaglia sottostante! Oggi mi ci sono messa di impegno...e il risultato [modestamente :))) ] è eccellente! Fra le tante ricette che avevo ho fatto un po un mix...in prevalenza ho usato quella di Laura Ravaioli apportando qualche modifica qua e là! Io poi l'ho servito soltanto spolverato di zucchero a velo ma è ottimo con un ciuffo di panna o crema inglese.Per la pasta: 350 g di farina; 50 g di burro; 1 uovo; sale
appena umido e copritela con una pentola capovolta che avrete prima riscaldato [l'ambiente caldo e umido mantiene la pasta morbida e duttile]. Sbucciate le mele e fatele a fettine sottili, unitevi la scorza del limone, la cannella qualche cucchiaio di zucchero (mi raccomando non mettetene molto!) e l'uvetta che avrete precedentemente ammollato in acqua tiepida. Lasciate riposare. Stendete sul tavolo una tovaglia, infarinatela leggermente e appoggiatevi il panetto di pasta. Stendetela con il matterello in una sfoglia rotonda spessa circa mezzo cm quindi sciogliete un po di burro e pennellate la sfoglia. Mettete le mani, chiuse a pugno e infarinate,
sotto il disco di pasta e, con molta delicatezza, allargatela tirandola poco per volta per non strapparla e cercando di darle uno spessore uniforme e sottilissimo [è più facile di quel che sembra perché il riposo in ambiente tiepido e la pennellatura di burro rendono la pasta molto duttile e malleabile]. Alla fine si dovrebbe ottenere un ovale di circa 80 cm X 60. Sciogliete
ancora poco burro e fatevi rosolare un po di pangrattato da aggiungere alle mele in modo che in cottura catturi il liquido in eccesso. Unite il pangrattato alle mele e posizionate il ripieno sulla pasta avendo cura di lasciare liberi i bordi. Partendo dal lato più lungo dell'ovale e aiutandovi con la tovaglia, arrotolate la pasta su se stessa in modo da ottenere una specie di lungo salsicciotto. Premete lo strudel alle due estremità chiudendo bene. Fatelo scivolare su una placca imburrata, pennellatelo con il burro e mettetelo nel forno già caldo a 180° per circa un'ora. Servitelo tiepido oppure freddo.venerdì, marzo 30, 2007
Torta bagnata al limone
Se vi piacciono i limoni questa torta fa sicuramente al caso vostro. Ho trovato la ricetta ieri mentre girovagavo sul sito del Gambero Rosso...dato che ho la casa piena di limoni...mi son detta perchè non provare!? Il risultato è stato eccezionale! Quello che mi piace di più di questa torta è che il limone si sente predominante senza però pungere con la sua acidità e poi dato che dopo la cottura va bagnata con lo sciroppo rimane soffice e umida ma assolutamente soda e non inzuppata!Più fate restringere lo sciroppo più il gusto sarà dolce...inutile dirvi che potete aggiungere al succo di limone occorrente per lo sciroppo dell'ottimo limoncello!
venerdì, marzo 23, 2007
Cake morbido

martedì, marzo 06, 2007
Crostata con cotognata

giovedì, dicembre 14, 2006
Rustica al Talaggio

In questo periodo non ho molto tempo per prepararmi il pranzo, quindi scelgo sempre piatti semplici e veloci...questa è una piccola torta rustica che volendo potete fare di diverse forme...secondo me dei fagottini sarebbero ottimi.
Gli ingredienti sono:
Pasta sfoglia (io uso quella già pronta Buitoni)
Erbette (spinacini, cicorietta,scarola...decidete voi il giusto mix)
Taleggio
Si fodera lo stampo con la pasta sfoglia, si condiscono le erbette con sale, olio e pepe, ci si aggiungono cubotti di Taleggio e si scaravolta il preparato nello stampo. Io l'ho chiusa lasciando un pezzettino aperto al centro, se la sigilate abbiate l'accortezza con una forchetta di praticare dei forellini. Per rendere l'esterno più dorato e croccante pessateci sopra un tuorlo d'uovo.
Forno a 190° per 20' circa.
domenica, dicembre 10, 2006
Tirami un po su!

Ingredienti:
125g di mascarpone
125g di ricotta setacciata
4 cucchiai abbondanti di zucchero
1 tuorlo
1 cucchiaio di maizena
caffè
savoiardi
cacao amaro in polvere
Preparazione:
Amalgamare il mascarpone con la ricotta, aggiungere lo zucchero ed il tuorlo e infine la maizena. Portare sul fuoco e cuocere a fuoco molto dolce finchè non prende appena il bollore.
Appena la crema si fredda un po cominciare a montare il piatto mettendo sul fondo un po di crema alternandola ai savoiardi passati nel caffè amaro. chiudere con una spolverata di cacao.
Certo non è proprio la classica ricetta del tiramisù ma è molto rapida e il successo è garantito.
Se avete a disposizione uova veramente fresche potete fare a meno di aggiungere la maizena e passare la crema sul fuoco...si farà ancora prima! Io l'ho fatto solo per sicurezza dato che le uova erano quelle del supermercato!
Tenetevi pronti perchè fra pochi giorni posterò la ricetta del Mascarpone fatto in casa...e lì si che il tiramisù verrà un vera bomba!!!
giovedì, novembre 30, 2006
La Cancellata

Ingredienti:
Per la pasta frolla:
250g farina00, 125g burro o margarina, 125g di zucchero, 1 uovo (50g), sale fino qb, aromi (vaniglia, scorza di limone o arancia)
Per il ripieno:
500g di ricotta vaccina, 150g di zucchero, 2 uova, scorza di arancia, vaniglia, cannella, 2 cucchiai di Archemes.
Preparazione:

Per la pasta frolla:
Mescolare il burro in “pomata” con lo zucchero, il sale e gli aromi. Aggiungere le uova quindi versare nel composto in un’unica soluzione la farina impastando velocemente con la punta della dita fino ad ottenere un impasto omogeneo. Avvolgere la pasta nella pellicola trasparente e lasciarla riposare ½ h. Foderare con la pasta frolla una tortiera, versare il ripieno nella tortiera foderata e con la pasta frolla rimasta ricoprirla con strisce disposte a griglia. Infornare e cuocere per 30’ circa a 180°. A cottura ultimata lasciar riposare prima di sformare.
Per il ripieno:
Setacciare la ricotta, quindi amalgamare bene tutti gli ingredienti. L’uovo puo sia inserirsi intero, sia inserire il tuorlo e poi aggiungere la chiara montata a neve ferma da ultimo).
Di questa ricetta esistono innumerevoli variazioni, questa è quella che io preferisco ma potete provarla anche aggiungendo più Alchermes oppure gocce di cioccolato, uva sultanina, aggiungendo 125g di crema pasticcera al posto degli albumi, mandorle, nocciole…
lunedì, novembre 13, 2006
Le Cam-om-ille di Simone Rugiati

Una variazione sulla tradizionale ricetta della Camille proposta dallo chef Simone Rugiati, di cui avremo modo di parlare, nella rubrica "Oggi cucino in..." su Gambero Rosso Channel.
Ingredienti:
300g di mandorle
150g di zucchero
300g di carote pelate
4 uova
scorza di limone
1 bustina di lievito
50g di farina 00
1 o 2 cucchiai di fiori di camomilla
Preparazione:
Frullare le mandorle con lo zucchero e la scorza di limone e riporre il composto in una ciotola. Tagliare le carote a rondelle e frullarle nello stesso mixer; aggiungere 1 uovo e quando è assorbito un altro uovo. Unire le carote al composto di mandorle e zucchero, aggiungere le 2 uova restanti,la bustina di lievito setacciato con la farina e i fiori di camomilla. Infornare a temperatura elevata per far formare una crosticina dopodichè abbassare la temperatura e lasciar cuocere circa 20 minuti.
venerdì, novembre 03, 2006
Il dolce del mattino
La favola del Dolce Del Mattino...AGENORE
Agenore, a dodici anni, era dotato di un senso critico che lasciava sbalorditi, tanto da indurre a chiedersi se avesse davvero dodici anni.
D’altronde, lui era stato forgiato per un avvenire diverso da tutti gli altri. A partire dal nome.
Carezzando il pancione, i suoi, avevano pensato all’unisono che per quel frugoletto prossimo a venire al mondo bisognava stendere una sceneggiatura curata e ricca di colpi di scena. Per quel motivo avevano optato per un principio pirotecnico.
Al resto ci aveva pensato lui.
A tre settimane dalla nascita aveva rifiutato il latte materno con una smorfia di disapprovazione.
A due mesi aveva preso l’abitudine di suggere dal biberon latte scremato di mucche selezionate, insaporito da due schegge di stecca di cannella e biscotti di cereali tostati.
Fortuna che non sapeva ancora parlare.
Non sarebbe durata a lungo, e difatti il problema fu ovviato quando compì un anno.
Lì cominciarono i problemi. “Quetto no, cacca”, “no vojo, brutto”, “cchifo”, “cacca”, “brutto”.
Uno ad uno si erano meritati la bocciatura i manicaretti più squisiti dell’infanzia, dalla mela grattata all’omogeneizzato, dal brodo vegetale alla pastina in brodo.
Agenore, che ci crediate o meno, sopportava a malapena addirittura le stelline.
Gli enfants prodige, a tutta prima, suscitano stupori divertiti, strappando applausi a scena aperta. Poi, dagli e dagli, risultano stucchevoli. E si cominciano ad incolpare i genitori, rei di averlo “viziato troppo, il moccioso”. Loro, pater et mater, che sapevano d’aver creato un mostro, respingevano le accuse, “non è vero”, ripetevano.
Se Agenore era così, era tutto merito di Agenore.
Con i primi dentini spuntò un delirio d’onnipotenza inquietante.
Ancora non camminava quando con il girello si spostava da un angolo all’altro della cucina per giudicare inadatte tecniche di cottura di indaffarate domestiche. Accennava appena un’andatura a carponi e già rifilava sonori calci nel sedere a maîtres chocolatiers di indubbia fama. Assaporava personalmente, intingendo il ditino nei barattoli di pregevole fattura, spezie consegnate dai quattro angoli del globo. Poi puntava lo stesso minuscolo ditino verso cuochi e mestieranti della cucina, scagliando improperi ed anatemi.
La manina come strumento di condanna: pollice verso, indice accusatorio, medio alzato.
Agenore era diventato intrattabile.
La mattina, al risveglio, una stuola di camerieri gli si parava dinnanzi augurandogli il buongiorno ed incrociando le dita dietro le spalle. Uno ad uno sollevavano il coperchio del vassoio, glielo porgevano ed attendevano impauriti il responso.
Quando gli ingredienti lo trovavano soddisfatto, sopraggiungeva un’ulteriore discriminante.
Il nome.
“Muffin”, ricorda la muffa.
“Ciambellone”, troppo nazionalpopolare.
“Plum Cake”, troppo internazionale.
“Torta Paradiso”, ma va all’inferno!
“Torta della nonna”, eh, sa di rancido come una vecchia!
“Torta…” basta!, esclamava seccato.
La madre di Agenore, disperata, non sapeva che pesci pigliare.
Un giorno, un’anziana che passava per il paese, venuto a sapere del bimbo temuto, avvicinò la signora. “Io so cosa farebbe contento suo figlio”, le disse. Parlarono per una manciata di minuti. Si sorrisero. La vecchina scomparve così come era giunta, silenziosamente, senza fragore.
La mamma di Agenore indossò un grembiule turchino ed iniziò a dosare gli ingredienti.
Utilizzò un po’ di farina presa in prestito dal mulino dei sette capretti; uova dalla gallina che le deponeva solo d’oro ma che, per quella volta, fece uno strappo alla regola; zucchero proveniente dal venditore ambulante di zucchero filato del Paese dei Balocchi. Infine aggiunse una mela tagliata a pezzettini fini. Ma dato che l’aveva ricevuta da una strega persasi per il bosco, pensò che forse sarebbe stato meglio lavarla per bene.
Il dolce così finito fu presentato ad Agenore all’alba seguente. Nella stanza, nessun cameriere. Solo sua madre, profumosa di mamma, con quell’odore inconfondibile che solo le mamme nelle mattine d’inverno, fredde e piovose, riescono ad avere. Il profumo di un abbraccio che ti consente di saltare la scuola.
“Ti ho preparato il dolce del mattino, amore di mamma…”, gli disse sorridente, carezzandogli i capelli.
Agenore diede un morso, poi un altro. Annuì con la testa, poi le gettò le braccia al collo.
Malelingue dicono che versò anche una o due lacrime di bimbo.
Insomma, una favola con tanto di happy ending.
Dopotutto, a dodici anni, è lecito credere alle favole, anche se sei Agenore.
Ingredienti
350 g di farina
250 g di zucchero semolato
1 bustina di lievito
4 uova grandi
100 g di burro
¼ di latte
sale
burro e farina per la tortiera.
Preparazione
Accendete il forno a 180°. Fate fondere il burro. Setacciate la farina con il lievito dentro una ciotola ampia e miscelatela con lo zucchero e un pizzico di sale. Fate la fontana e mettetevi le uova intere, il burro fuso e il latte non troppo freddo. Mescolate bene il tutto con un cucchiaio di legno quindi versate il composto in una tortiera da 26 cm di diametro imburrata e infarinata e mettete il dolce nel forno già caldo. Lasciate cuocere per circa un’ora quindi sformate e fatelo raffreddare su una gratella.
È un dolce molto semplice e facile, ideale da inzuppare nel caffelatte. Può essere preparato anche con il mixer, raccogliendo tutti gli ingredienti e frullando per un paio di minuti.
Io ho aggiunto all’impasto una mela tagliata a piccoli dadini leggermente infarinati per non farli affondare e l’ho spolverata con zucchero a velo e cannella.
Una colazione davvero fantastica!

