Visualizzazione post con etichetta torta. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta torta. Mostra tutti i post

martedì, febbraio 10, 2009

Torta alle carote, mandorle ed arancia

Provare nuovi metodi di cottura è la mia passione...quindi dopo aver preparato un classico impasto dolce da "schiffare" in forno...ecco che mi inizia a solleticare una idea, una irrinunciabile idea! Il composto è abbondate così dopo aver infornato la classica tortiera fra le serpentine del mio forno elettrico è la volta delle mezzesfere siliconate nell'astronave JETChef 369. Risultato soprendente! Una semplice glassa all'arancia ed in venti minuti siamo pronti per far merenda!
Per la torta alle carote,mandorle ed arancia (x18 pers ):
375g di carote grattate e strizzate
180g di mandorle
200g farina 00
120g biscotti secchi
11 uova
1 bustina di lievito per dolci
1 arancia (scorza + succo)

Preparazione:
Frullare insieme le mandorle con la farina e i biscotti secchi. A parte sbattere i tuorli con metà dello zucchero. Aggiungere al composto secco il lievito setacciato. Incorporare le carote nei tuorli e zucchero, unire la parte secca gradatamente. Aggiungere la zest di arancia ed il succo filtrato. Montare a neve gli albumi con il restante zucchero ed incorporarli stemperando prima con un piccolo quantitativo e poi aggiungendo la restante parte mescolando dal basso verso l'alto per non far smontare l'impasto.

Ora le strade potrebbero dividersi:
- o infornate a 170° per una quarantina di minuti
- o infornate nel microonde modalità combinata: 180° C, 160W per 16/18 minuti.
Terminate il dolce con una glassa di zucchero ottenuta mescolando dello zucchero a velo con succo di arancia. Con un cinque punte ricavate dei filetti di carota, asciugati e passati nello zucchero semolato. Potreste altrimenti mettere da parte un po di acqua delle carote e fare la glassa con quel liquido. A me è venuto in mente solo dopo e non ho fatto in tempo a provarlo!

lunedì, novembre 24, 2008

Crema profumata all'arancia rivestita di frolla nera


Dal precedente dolcetto mi era avanzata un bel po di pasta frolla così ho deciso di prepararci questa gustosa torta.

Per farla non serve nemmeno la ricetta e vi assicuro che il risultato è da paura!

Fredda di frigo ho steso la frolla, poi ho preparato una semplice crema prasticcera aromatizzando il latte con la scorza di un arancia. Per farla venire di un colore "più carico" ho utilizzato le uova dal guscio bianco.

Ho preso un testo l'ho foderato con la frolla, ho versato la crema pasticcera (freddata) e ricoperto con un altro strato di frolla. Chiuso bene i bordi ripiegandoli su se stessi ed infornato a 180° per una mezz'ora. Servire tiepida.

giovedì, novembre 06, 2008

Cake allo yogurt,arancia, cioccolato e banana


Finalmente un buon dolce da accompagnare al mio mattutino caffè. La preparazione è rapida, si inforna la sera mentre si vede la tv e per il mattino seguente è perfetto (oppure se tirate tardi anche un quadrotto prima di andare a dormire non ci sta affatto male!)

Per prepararlo :
100 g. di burro morbido tagliato a dadini + 10 g. per imburrare lo stampo
300 g. di farina
un’arancia non trattata
1/2 bustina di lievito per dolci
150 g. di zucchero di canna grezzo
2 uova
120 g. di yogurt
2 quadratini di cioccolato tagliati al coltello
1 banana

Amalgamate lo zucchero con il burro, incorporate a questo punto le uova (uno alla volta). Poi aggiungete lo yogurt. A questo punto iniziate ad unire la farina setacciata con il lievito. Di seguito la scorza d'arancia tritata ed infine i pezzetti di cioccolato. La banana o si aggiunge al composto, oppure si mette sopra e si spinge nell'impasto già sistemato nel testo (a voi la scelta).


Forno pre-riscaldato a 180' per una quarantina di minuti.

martedì, settembre 30, 2008

Torta rovesciata di pere


Spulciando nel blog di Sigrid ho ritrovato una ricetta che tempo fa avevo segnato come da "provare senza dubbio!!".
Ho apportato però delle modifiche; ero quasi in imbarazzo...degenerare una ricetta di Pierangelini (d'altronde se non ho capito male le mele caramellate con arancio,anice e cannella son le sue!)...che sacrilegio! ...però ne valeva la pena....la torta è venuta 'na bomba!


Innanzi tutto ho utilizzato delle pere (quelle piccole e morbide 1kg) invece che mele. Sbucciate, tagliate in 4 e passate con appena di limone, condite con 1 cucchiaio di zucchero di canna, mezzo cucchiaino di cannella, una stecca di vaniglia, e anice stellato. Ho sciolto in una padella 70g di burro e poi ci ho saltato le pere per circa 6 minuti. Ho tolto le pere e sfumato il fondo (che avrà un colore bruno ed una consistenza appiccicaticcia) con il succo filtrato di un arancio al quale ho precedentemente grattato la scorza. Fatto ridurre.

A questo punto procuratevi uno stampo (da 26 o 28 cm di diametro) e foderatelo con della carta forno. Sistemate sul fondo le pere in un unico strato e versateci sopra la riduzione profumata all'arancia.

Per la base sbattete 2 uova medie con 100ml di olio vegetale, e la ricetta prevede 200ml di latte fermentato (io ho girato tutta la città invano...così ho sostituito con 100ml di yogurt e 100ml di latte intero). Poi unite 170g di zucchero semolato e la scorza dell'arancia e un pizzico di sale. Per ultimo unite 300g di farina 00 e 8g di lievito per dolci setacciati insieme.

Versate sopra le pere ed infornate a 180° per circa 40'.

Io l'ho servita con una pallina di gelato alla vaniglia e una salsa di cioccolato che con le pere è la morte sua!.

PS: Purtroppo le foto non rendono giustizia, nel Monolocale scattare foto decenti di sera è un'impresa ardua!

giovedì, maggio 29, 2008

Mini Tortine Paradiso

Soffici e leggere, da mangiare in un sol boccone!
Con questa pioggerellina è il giorno adatto...non impigritevi: prendete una ciotola capiente, accendete il forno e spalancate la finestra! Oggi pomeriggio avrete dei dolcetti squisiti da offrire ai vostri fortunati ospiti!
Ricetta base:
150g burro;
60g zucchero a velo;
50g fecola di patate;
140g farina 00;
120g zucchero di canna;
3 tuorli + 2 uova intere;
1 cucchiaio di maraschino;
scorza di limone; mezzo baccello di vaniglia;
1 cucchiaino raso di lievito per dolci.
Montate in burro con lo zucchero a velo aggiungendo anche il maraschino.
A parte montate le uova (sia tuorli che intere) con lo zucchero. Incorporate il composto di uovo al burro montato poco alla volta. Aggiungete a questo punto anche la farina, la fecola ed il lievito (tutto setacciato).
A questo punto ci si deve sbizzarrire con gli aromi e guarnizioni.
Io ho diviso il composto in 3 parti: in una ho messo della scorza di limone, nelle altre 2 i semini di mezzo baccello di vaniglia. In una parte ho infine aggiunto 2 cucchiai rasi (circa) di cacao puro.
Ho messo il composto nei pirottini (arrivate massimo a metà altrimenti in cottura esce!) e gurnito la parte aromatizzata al limone con fragole e banane appena spadellate a fuoco vivace con zucchero e limone.
La parte alla vaniglia alcuni con nocciole altri con pinoli e scagliette di cioccolato. Infine quelli al cacao con un'altra generosa spolverata di cioccolato.
Infornato a 170° per 15'.
Io in dispensa avevo questo ma potete utilizzare veramente di tutto: pistacchi, pesche, albicocche, mandorle, potete farcirli con della marmellata o con crema di nocciole o con il cioccolato...
I più buoni comunque erano quelli con le fragole e le banane!

[Stasera alle 22.30 - ed in replica domani alle 15.00 - il Monolocale è anche - in una comparsata televisiva - su Life Sharing, il "programma bonsai" di Alice Home TV (canale 10), visibile anche su www.bonsai.tv o sul portale RossoAlice]

lunedì, maggio 26, 2008

Crostata di pesche e prugne


Cominciamo la settimana con una semplice e genuina crostata di frutta.

Io ho scelto delle pesche e delle prugne...voi seguite i vostri gusti.


Preparate della normale pasta frolla, sistematela in un testo avendo cura di formare un bel bordo che dovrà contenere la crema e la frutta e poi cuocetela in forno a 170° per 20' circa con sopra dei legumi che facciano da peso per evitare che si gonfi.


Mentre la pasta frolla è in forno sbattete 50g di tuorli (3 circa) con 35g di zucchero, poi unite 10g di farina e 15g di amido di mais. Scaldate in un pentolino 250g di latte con la scorza di limone e 40g di zucchero. Quando lo zucchero si è sciolto unitelo al composto di uova e mescolate. Portate la crema sul fuoco e fate cuocere. Io ho aggiunto alla crema calda anche un foglio di gelatina da 3g precedentemente ammollato in acqua fredda.


A questo punto tagliate la frutta a spicchi, passatela nello zucchero e limone e sistematela sulla torta che avrete riempito con la crema e lasciata freddare.


Sopra o abbondante zucchero a velo o come ho fatto io una gelatina di pesca e granatina ottenuta con 250ml di succo di pesca diluito con un pò d'acqua e un paio di cucchiai di sciroppo di granatina. Scaldati e aggiunti 6g di colla di pesce ammollata. Poi spennellata sopra la frutta che rimarrà fresca e lucida!

domenica, febbraio 03, 2008

Tortine all'arancia











Soffici e profumate sono state preparate nel week-end con delle arance arrivate dalla splendida Sicilia...

Ne ho fatte di varie forme...e accompagnate con un ottima salsina preparata semplicemente facendo restringere il succo filtrato con zucchero a velo.

La ricetta la trovate sull'altro blog... proprio qui.

Buona settimana e rimanete nei dintorni... Ci sono un sacco di ricette che aspettano solo di essere postate!

lunedì, ottobre 22, 2007

Tortino tiepido di mandarino con aria di agrumi


...Quei mandarini poggiati sulla credenza si davano troppe arie per i miei gusti...Per questo ho pensato di farli volatizzare... anzi, per dantesco contrappasso, di farne... come dire? Aria

Per fare l'aria basta avere della lecitina granulare e un minipimer ad immersione...utilizzando le dosi dell'incredibile Ferran non ci si sbaglia mai così per questa aria di agrumi riunite 250g di succo di agrumi(tenete le scorze per decorare), 275g di acqua e 1,5g di lecitina granulare che dovrete precedentemente ridurre in polvere per avere un migliore effetto!

A questo punto non vi rimane altro che mettere il frullatore a metà altezza ed incominciare ad incorporare aria, fate riposare qualche minuto in frigo e ci siamo....
otterrete una schiuma soffice, prufumata ed inconsistente...tipo quella del bagnoschiuma!

Io l'ho messa vicino ad un cubotto di torta morbida al mandarino con sopra un filino di miele e degli spicchietti di mandarino pelati a vivo...

Cosa aspettate a preparla???

mercoledì, ottobre 03, 2007

Tarte Tatin alla banana

Non potete immaginare quanto mi piace rovesciare le tarte tatin appena uscite dal forno ed avere la soddisfazione di non far rimanere neanche un pezzetto di frutta attaccato al testo!
Tutto scivola perfetto e la frutta ben sistemata e lucente aspetta solo di essere tagliata e sistemata vicino una pallina di gelato alla panna che per il calore comincia a sciogliersi!!

Per prepararle ci sono varie maniere..c'è chi fa lo sciroppo, chi ci mette il burro, chi spolvera il testo con lo zucchero e mette dei fiocchetti di burro sulla frutta, chi cuoce per un po sul fornello e poi inforna...io sinceramente vado a periodi e soprattutto dipende dal tipo di frutta.


Questa volta ho preparato una sorta di mou con 100g di zucchero di canna e 60g di burro (il burro anche se so che in pasticceria non si fa l'ho aggiunto ad occhio quindi poi vedete voi se metterne 50 o 70!) . Ho sistemato il preparato sul fondo di un testo da forno, ho sistemato le banane che avevo precedentemente sbucciato e tagliato in due nel senso della lunghezza e sopra ho messo la pasta sfoglia facendo ben attenzione a farla aderire ai bordi.

200° finchè la pasta sfoglia non è ben dorata e poi quando esce dal forno la capovolgete sul piatto da portata. Io l'ho accompagnata in mancanza di gelato con una quenelle di ricotta vaccina montata con poco zucchero e qualche semino di papavero che con le banane ci si abbina che è una bellezza!!
La conoscete l'origine di questa torta??
Io l'ho trovata girovagando su internet...
La storia vuole che la Tarte Tatin debba il suo nome a Caroline e Stephanie Tatin, due sorelle proprietarie di un albergo a Loret-Cher, nella Francia di fine '800. Mentre Caroline aveva essenzialmente mansioni amministrative e di accoglienza dei clienti, Stephanie era la regina della cucina, ed il suo cavallo di battaglia era la sua ottima torta di mele. In una giornata in cui l'albergo era straordinariamente affollato ed i ritmi in cucina erano davvero forsennati, Stephanie, nel preparare la tanto richiesta torta di mele, infornò una teglia nella quale aveva disposto solo le fettine di mela, dimenticando totalmente l'impasto della torta. Una volta resasi conto dell'errore, non si perse d'animo; tirò fuori dal forno la teglia con le mele, vi versò sopra l'impasto, e, una volta cotto il tutto, capovolse la torta su un piatto e la servì. L'entusiasmo per la nuova creazione da parte degli ospiti dell'albergo fu incommensurabile e l' innovativo dolce di Stephanie Tatin cominciò ad acquistare una notorietà sempre maggiore, al punto che, ben presto, la Tarte Tatin entrò a far parte della lista dei dessert dell' elegante ristorante parigino Maxim's. Ancora oggi, nessun dolce in Francia è più popolare o richiesto della Tarte Tatin. Quindi, la prossima volta che vi capiterà di combinare qualche pasticcio ai fornelli, prima di disperarvi e di buttare via tutto, aspettate: potreste aver appena dato vita ad un nuovo piatto destinato a fare storia.

mercoledì, giugno 06, 2007

Un must dell'estate...Crostata di frutta


Anche se nell'aria - in questi giorni - sembrava di respirare più profumo d'autunno che d'estate, nel Monolocale la bella stagione abbiamo deciso di farla irrompere con un must del periodo...
una bella Crostata di frutta con una pasta frolla morbida e fragrante, la classica crema pasticcera (preparata da un pasticcere d'eccezione), lamponi e more freschissime ed una leggera gelatina di lime!

La ricetta della pasta frolla, ormai collaudata nel Monolocale: 250g farina00, 125g burro, 125g di zucchero, 1 uovo (50g), sale fino qb, aromi (vaniglia, scorza di limone o arancia).
Mescolare il burro in “pomata” con lo zucchero, il sale e gli aromi. Aggiungere le uova quindi versare nel composto in un’unica soluzione la farina impastando velocemente con la punta della dita fino ad ottenere un impasto omogeneo. Avvolgere la pasta nella pellicola trasparente e lasciarla riposare ½ h (ma qualche ora sarebbe meglio!). Foderare con la pasta frolla una tortiera, mettervi sopra un foglio di cartaforno ed uno strato di legumi secchi (per non far gonfiare la pasta). Infornare e cuocere per 30’ circa a 180°. A questo punto togliere lo strato di legumi e far cuocere altri 5'. A cottura ultimata lasciar riposare prima di sformare.

Per la crema pasticcera, va bene qualsiasi ricetta. Ve ne indico una semplice (che è riuscito a fare anche - o quasi - Fabrizio) - anche se non molto precisa:

2 tuorli amalgamati con 4 cucchiai colmi di zucchero, ai quali vanno aggiunti 2 cucchiai di farina setacciata, scorza di limone, vaniglia e 500 ml di latte caldo. Rimettere sul fuoco e girare con una frusta finché non raggiunga la consistenza desiderata.

Per la gelatina basta spremere un lime, aggiungere il succo di mezzo limone, circa due bicchieri d'acqua, zucchero a piacere, portare a lieve ebollizione ed aggiungere un foglio di colla di pesce precedentemente ammollato in acqua fredda.
Quando il composto è tiepido, pennellarlo delicatamente sulla torta.

venerdì, aprile 06, 2007

Pizza di Pasqua

"Sulla tavola apparecchiata sono gia pronte le tazze fumanti del cioccolato. Inoltre pizze di Civitavecchia dove prevale il sapore degli ànaci, salami di diverse qualita, già tagliati, dominati dalla corallina, e vassoi di uova sode. Tra poco arriverà un altro piatto tradizionale, che è ancora sul fuoco: coratella e carciofi". (Mario Verdone)

La Pizza di Pasqua è il celeberrimo dolce della mia città...non c'è fornaio o pasticciere che non abbia in vetrina una bella pizza incartata a festa...e comperarne una non è per niente facile...ci si deve ricordare di ordinarla giorni e giorni prima altrimenti si rimane senza! Farla in casa non è semplicissimo...occore molto tempo, pazienza e precisione; la sua lievitazione è estenuante e va seguita passo passo tutta la notte...comprarla dal fornaio è una sicurezza! Ognuno ha i suoi forni preferiti, anche perchè la ricetta cambia di famiglia in famiglia...secondo me l'impasto migliore quello del vapofono Ferrilli...se passate da qui fateci un salto! E' usanza mangiare questo dolce la mattina di Pasqua durante la Colazione accompagnato da corallina, lonza, uova sode, coratella con i carciofi e l'uovo di cioccolato..e per quella speciale mattinata...perchè no..anche un bel bicchiere di vino per fessteggiare!

La storia e la preparazione...fra i versi dialettali..
La Pizza di Pasqua per la sua particolare cura nella preparazione ha una vera e propria storia tant'è che tutti i poeti dialettali passati e presenti ce la ricordano...

"La pizza che se fa’ a Civitavecchia
sotto la Pasqua, è cosi combinata:
zucchero, ova, cannella, cioccolata,
vino speciale de riserva vecchia;
Ricotta, farina, anice stellata,
e su base de ’na ricetta vecchia,
olio de semi, burro e poi ’n ’antecchia
d’arkermes e vaniglia zuccherata.
Da secoli la fanno i pasticceri,
donne de casa e pure li fornari,
perchè sia cosi bona ’nso misteri.
E quanno la magnamo a colazzione,
pe’ Pasqua, assieme a li nostri famijari,
ce s’empie er core de sodisfazione”. (Igino Alunni)

Gli ingredienti vanno preparati con molta attenzione fin dal giorno prima, come ci ricorda Ugo Marzi nei suoi versi:

"Si, dioneguardi, sbaji in’sti momenti, presempio,...un quarzivoja, un ovo guasto,
quanno che vai a magnalla so’ accidenti,
senza penza’ che ’r gusto ’n c’e rimasto”.
La lievitazione della pasta e un altro momento delicatissimo. Le donne usavano disporre i testi su un letto e coprirli con pesanti coperte di lana e l’attesa della lievitazione era un rito. Si rimaneva sveglie tutta la notte, spiando la pasta che cresceva e scaldando le coperte esternamente con un ferro caldo in modo da non far scendere la temperatura sotto le coperte. Era sinceramente una gran fatica come ci ricorda ancora Ugo Marzi in queste strofe:
”Questa e ’n’ammazzatura, sarvognuno
si tanto me da’ tanto, ciarimani”.
C’era un misto di fatica e di passione nel fare questo dolce tradizionale ma tutta la fatica veniva per incanto dimenticata nell’ora ”de la sciorta della Gloria” quando la pizza veniva servita a tavola insieme alle uova sode, il salame, la coratella con i carciofi ed un buon bicchiere di vino per la colazione pasquale.
Tratto da: "Civitavecchia in punta di forchetta" edizione 1990

Qui vi indico anche la ricetta come riportata sul Breviario di Cucina Civitavecchiese:
Dosi per cinque uova: pasta "lievita" gr.600, lievito di birra gr.50, zucchero gr.900, burro gr.200, strutto gr.100, ricotta gr.400, cannella gr.25, anaci gr.25,, latte una tazzina da the, vino o vermouth mezzo bicchiere, alchermes mezzo bicchiere, vaniglia, farina Kg.1,900 circa. Esecuzione: mettere a bagno i semi di anice nel vino. In un recipiente molto grande amalgamare la pasta "lievita" con la ricotta e con il lievito di birra sciolto precedentemente nel latte (se non si utilizza la pasta "lievita" dei panifici, la confezione della pizza comprende ovviamente anche una precedente fase per la preparazione della pasta lievitata casalinga). In un altro recipiente mettere le uova ed unirvi tutti gli altri ingredienti (esclusa la farina), amalgamando poi il preparato con l'impasto precedentemente preparato e facendo in modo che il tutto diventi quasi liquido; cominciare ad aggiungere la farina un po' alla volta finche la pasta non risultera elastica e poco vischiosa. A questo punto suddividere la massa in tre parti, di cui due piu grandi ed una piccola, collocando ciascuna di esse in altrettante teglie col bordo molto alto poiche la pasta superera il doppio del volume. Porre le tre teglie in ambiente caldo ed umido, e se tutto sara andato bene le pizze saranno pronte per essere infornate dopo circa 24 ore (se invece non si sara ottenuta la lievitazione, occorrerà disfare le tre masse di pasta, rimpastarle bene e ripartirle nuovamente in tre pani seguendo poi la procedura già descritta). Prima di infornare pennellare con uovo battuto. Forno moderato per circa un'ora.

martedì, aprile 03, 2007

Strudel

Era da tempo che volevo provare a fare lo Strdel...avevo questo pallino...basta con lo strudel veloce fatto affettando qualche mela e arrotolandola con una spruzzata di cannella in una comune pasta sfoglia comprata poco prima al supermercato. Avevo il desiderio provare a preparare la pasta...si si...quella che va stesa finissima a tal punto da vedere la tovaglia sottostante! Oggi mi ci sono messa di impegno...e il risultato [modestamente :))) ] è eccellente! Fra le tante ricette che avevo ho fatto un po un mix...in prevalenza ho usato quella di Laura Ravaioli apportando qualche modifica qua e là! Io poi l'ho servito soltanto spolverato di zucchero a velo ma è ottimo con un ciuffo di panna o crema inglese.
Per la pasta: 350 g di farina; 50 g di burro; 1 uovo; sale
Ripieno: Mele renette, zucchero, cannella, pinoli, uvetta, pangrattato, scorza di limone.

Setacciate sulla spianatoia la farina con un pizzico di sale, fate la fontana e versatevi il burro fuso, l'uovo e circa mezzo bicchiere di acqua tiepida. Mescolate gli ingredienti con una forchetta e poi lavorare energicamente la pasta per qualche minuto. Deve risultare abbastanza morbida. Raccoglietela a palla e sbattetela con forza e ripetutamente sulla spianatoia, per qualche minuto [questo serve a farle perdere l'elasticità e a stenderla meglio]. Avvolgetela in un canovaccio appena umido e copritela con una pentola capovolta che avrete prima riscaldato [l'ambiente caldo e umido mantiene la pasta morbida e duttile]. Sbucciate le mele e fatele a fettine sottili, unitevi la scorza del limone, la cannella qualche cucchiaio di zucchero (mi raccomando non mettetene molto!) e l'uvetta che avrete precedentemente ammollato in acqua tiepida. Lasciate riposare. Stendete sul tavolo una tovaglia, infarinatela leggermente e appoggiatevi il panetto di pasta. Stendetela con il matterello in una sfoglia rotonda spessa circa mezzo cm quindi sciogliete un po di burro e pennellate la sfoglia. Mettete le mani, chiuse a pugno e infarinate, sotto il disco di pasta e, con molta delicatezza, allargatela tirandola poco per volta per non strapparla e cercando di darle uno spessore uniforme e sottilissimo [è più facile di quel che sembra perché il riposo in ambiente tiepido e la pennellatura di burro rendono la pasta molto duttile e malleabile]. Alla fine si dovrebbe ottenere un ovale di circa 80 cm X 60. Sciogliete ancora poco burro e fatevi rosolare un po di pangrattato da aggiungere alle mele in modo che in cottura catturi il liquido in eccesso. Unite il pangrattato alle mele e posizionate il ripieno sulla pasta avendo cura di lasciare liberi i bordi. Partendo dal lato più lungo dell'ovale e aiutandovi con la tovaglia, arrotolate la pasta su se stessa in modo da ottenere una specie di lungo salsicciotto. Premete lo strudel alle due estremità chiudendo bene. Fatelo scivolare su una placca imburrata, pennellatelo con il burro e mettetelo nel forno già caldo a 180° per circa un'ora. Servitelo tiepido oppure freddo.

venerdì, marzo 30, 2007

Torta bagnata al limone

Se vi piacciono i limoni questa torta fa sicuramente al caso vostro. Ho trovato la ricetta ieri mentre girovagavo sul sito del Gambero Rosso...dato che ho la casa piena di limoni...mi son detta perchè non provare!? Il risultato è stato eccezionale! Quello che mi piace di più di questa torta è che il limone si sente predominante senza però pungere con la sua acidità e poi dato che dopo la cottura va bagnata con lo sciroppo rimane soffice e umida ma assolutamente soda e non inzuppata!
Più fate restringere lo sciroppo più il gusto sarà dolce...inutile dirvi che potete aggiungere al succo di limone occorrente per lo sciroppo dell'ottimo limoncello!
Io ho messo in accompagnamento una crema di limone di limone di Sorrento...si sposava benissimo!
Ecco la ricetta:
Ingredienti: 125 g di burro salato;125 g di zucchero a velo; 180 g di farina; 3 uova a temperatura ambiente; 1/2 bustina di lievito per dolci; la scorza di 1 limone e di 1 arancia non trattati Per lo sciroppo: il succo di 2 limoni; 80 g di zucchero
Setacciate la farina con il lievito. Imburrate uno stampo da plumcake. Lavate l'arancia e il limone passandoli con uno spazzolino sotto il getto dell'acqua e grattugiate la sola parte gialla della scorza. Mettete il burro morbido e a pezzetti in una ciotola, unitevi lo zucchero a velo setacciato e lavoratelo a lungo con il cucchiaio di legno fino ad avere un composto gonfio e spumoso. Sempre mescolando, aggiungete le uova intere, uno alla volta non unendo il successivo fino a quando il precedente non sarà amalgamato. A questo punto unite la scorza grattugiata e, infine, poco alla volta, unite il miscuglio di farina e lievito. Lavorate ancora per qualche minuto l'impasto che fino ad averlo ben omogeneo quindi versatelo nello stampo. Livellate la superficie e mettete il cake nel forno già caldo a 180° proseguendo la cottura per un'ora. Per lo sciroppo, fate intiepidire leggermente il succo dei due limoni filtrato [attenzione a non scaldarlo troppo], unite lo zucchero e mescolate fino ad averlo completamente sciolto. Quando il dolce é pronto, ritiratelo dal forno e, finché é ancora caldo, punzecchiatelo qua e là con uno stuzzicadenti e versatevi lentamente lo sciroppo al limone. Lasciatelo raffreddare completamente nello stampo prima di sformarlo.

venerdì, marzo 23, 2007

Cake morbido


Se volete cospargere la casa di quel profumo di burro e farina accompagnato dall'acidulo della scaorza di limone...se siete golosi e i soliti merendini non li potete più vedere...andate subito in cucina e preparatevi questa torta cosicchè domani mattina avrete un ottimo dolce con cui accompagnare il caffè.
Fate fondere 130g di burro a bagnomaria. Setacciate 120g di farina, 80g di fecola e un cucchiaino di lievito per dolci e mescolatele. Lavorate in una terrina finchè il composto non diventa soffice e spumoso 4 uova con 3 tuorli (se usate le uova con il guscio bianco il dolce verrà più colorato perchè il tuorlo di queste uova ha la caratteristica di essere più arancione), la scorza di un limone, un pizzico di sale e 130g di zucchero. Incorporatevi la miscela di farina, fecola e lievito e il burro fuso. Mescolate e trasferite il composto in uno stampo precedentemente imburrato e infarinato. Infornate 180° per 45' circa. Lasciate raffreddare e sformate.

martedì, marzo 06, 2007

Crostata con cotognata



Deliziosa...me la sono fatta proprio come piace a me...morbida, con la base alta e non troppa marmellata....golosisSima!!!!!!!!

La cotognata che mi è stata regalata poi era veramente fatta bene...soprattutto non troppo dolce..ed io questo lo apprezzo molto!
Pasta Frolla:
250g farina00, 125g burro o margarina, 125g di zucchero, 1 uovo (50g), sale fino qb, aromi (vaniglia, scorza di limone o arancia)
Montate il burro a pomata con lo zucchero, aggiungete l'uovo e quando è assorbito unite la farina tutta insieme. Impastate velocemente con la punta della dita e lasciate riposare la pasta, avvolta nella pellicola trasparente, per una mezz'oretta in frigo. Stendete la pasta e cuocete in forno a 180° per circa 35' (dipende dal forno)

giovedì, dicembre 14, 2006

Rustica al Talaggio



In questo periodo non ho molto tempo per prepararmi il pranzo, quindi scelgo sempre piatti semplici e veloci...questa è una piccola torta rustica che volendo potete fare di diverse forme...secondo me dei fagottini sarebbero ottimi.

Gli ingredienti sono:

Pasta sfoglia (io uso quella già pronta Buitoni)

Erbette (spinacini, cicorietta,scarola...decidete voi il giusto mix)

Taleggio

Si fodera lo stampo con la pasta sfoglia, si condiscono le erbette con sale, olio e pepe, ci si aggiungono cubotti di Taleggio e si scaravolta il preparato nello stampo. Io l'ho chiusa lasciando un pezzettino aperto al centro, se la sigilate abbiate l'accortezza con una forchetta di praticare dei forellini. Per rendere l'esterno più dorato e croccante pessateci sopra un tuorlo d'uovo.

Forno a 190° per 20' circa.

domenica, dicembre 10, 2006

Tirami un po su!




Ingredienti:
125g di mascarpone
125g di ricotta setacciata
4 cucchiai abbondanti di zucchero
1 tuorlo
1 cucchiaio di maizena
caffè
savoiardi
cacao amaro in polvere


Preparazione:
Amalgamare il mascarpone con la ricotta, aggiungere lo zucchero ed il tuorlo e infine la maizena. Portare sul fuoco e cuocere a fuoco molto dolce finchè non prende appena il bollore.
Appena la crema si fredda un po cominciare a montare il piatto mettendo sul fondo un po di crema alternandola ai savoiardi passati nel caffè amaro. chiudere con una spolverata di cacao.


Certo non è proprio la classica ricetta del tiramisù ma è molto rapida e il successo è garantito.
Se avete a disposizione uova veramente fresche potete fare a meno di aggiungere la maizena e passare la crema sul fuoco...si farà ancora prima! Io l'ho fatto solo per sicurezza dato che le uova erano quelle del supermercato!



Tenetevi pronti perchè fra pochi giorni posterò la ricetta del Mascarpone fatto in casa...e lì si che il tiramisù verrà un vera bomba!!!

giovedì, novembre 30, 2006

La Cancellata



Ingredienti:

Per la pasta frolla:
250g farina00, 125g burro o margarina, 125g di zucchero, 1 uovo (50g), sale fino qb, aromi (vaniglia, scorza di limone o arancia)

Per il ripieno:
500g di ricotta vaccina, 150g di zucchero, 2 uova, scorza di arancia, vaniglia, cannella, 2 cucchiai di Archemes.

Preparazione:

Per la pasta frolla:
Mescolare il burro in “pomata” con lo zucchero, il sale e gli aromi. Aggiungere le uova quindi versare nel composto in un’unica soluzione la farina impastando velocemente con la punta della dita fino ad ottenere un impasto omogeneo. Avvolgere la pasta nella pellicola trasparente e lasciarla riposare ½ h. Foderare con la pasta frolla una tortiera, versare il ripieno nella tortiera foderata e con la pasta frolla rimasta ricoprirla con strisce disposte a griglia. Infornare e cuocere per 30’ circa a 180°. A cottura ultimata lasciar riposare prima di sformare.

Per il ripieno:
Setacciare la ricotta, quindi amalgamare bene tutti gli ingredienti. L’uovo puo sia inserirsi intero, sia inserire il tuorlo e poi aggiungere la chiara montata a neve ferma da ultimo).

Di questa ricetta esistono innumerevoli variazioni, questa è quella che io preferisco ma potete provarla anche aggiungendo più Alchermes oppure gocce di cioccolato, uva sultanina, aggiungendo 125g di crema pasticcera al posto degli albumi, mandorle, nocciole…

lunedì, novembre 13, 2006

Le Cam-om-ille di Simone Rugiati


Una variazione sulla tradizionale ricetta della Camille proposta dallo chef Simone Rugiati, di cui avremo modo di parlare, nella rubrica "Oggi cucino in..." su Gambero Rosso Channel.

Ingredienti:
300g di mandorle
150g di zucchero
300g di carote pelate
4 uova
scorza di limone
1 bustina di lievito
50g di farina 00
1 o 2 cucchiai di fiori di camomilla

Preparazione:
Frullare le mandorle con lo zucchero e la scorza di limone e riporre il composto in una ciotola. Tagliare le carote a rondelle e frullarle nello stesso mixer; aggiungere 1 uovo e quando è assorbito un altro uovo. Unire le carote al composto di mandorle e zucchero, aggiungere le 2 uova restanti,la bustina di lievito setacciato con la farina e i fiori di camomilla. Infornare a temperatura elevata per far formare una crosticina dopodichè abbassare la temperatura e lasciar cuocere circa 20 minuti.

venerdì, novembre 03, 2006

Il dolce del mattino

La favola del Dolce Del Mattino...

AGENORE

Agenore, a dodici anni, era dotato di un senso critico che lasciava sbalorditi, tanto da indurre a chiedersi se avesse davvero dodici anni.
D’altronde, lui era stato forgiato per un avvenire diverso da tutti gli altri. A partire dal nome.
Carezzando il pancione, i suoi, avevano pensato all’unisono che per quel frugoletto prossimo a venire al mondo bisognava stendere una sceneggiatura curata e ricca di colpi di scena. Per quel motivo avevano optato per un principio pirotecnico.
Al resto ci aveva pensato lui.
A tre settimane dalla nascita aveva rifiutato il latte materno con una smorfia di disapprovazione.
A due mesi aveva preso l’abitudine di suggere dal biberon latte scremato di mucche selezionate, insaporito da due schegge di stecca di cannella e biscotti di cereali tostati.
Fortuna che non sapeva ancora parlare.
Non sarebbe durata a lungo, e difatti il problema fu ovviato quando compì un anno.
Lì cominciarono i problemi. “Quetto no, cacca”, “no vojo, brutto”, “cchifo”, “cacca”, “brutto”.
Uno ad uno si erano meritati la bocciatura i manicaretti più squisiti dell’infanzia, dalla mela grattata all’omogeneizzato, dal brodo vegetale alla pastina in brodo.
Agenore, che ci crediate o meno, sopportava a malapena addirittura le stelline.
Gli enfants prodige, a tutta prima, suscitano stupori divertiti, strappando applausi a scena aperta. Poi, dagli e dagli, risultano stucchevoli. E si cominciano ad incolpare i genitori, rei di averlo “viziato troppo, il moccioso”. Loro, pater et mater, che sapevano d’aver creato un mostro, respingevano le accuse, “non è vero”, ripetevano.
Se Agenore era così, era tutto merito di Agenore.
Con i primi dentini spuntò un delirio d’onnipotenza inquietante.
Ancora non camminava quando con il girello si spostava da un angolo all’altro della cucina per giudicare inadatte tecniche di cottura di indaffarate domestiche. Accennava appena un’andatura a carponi e già rifilava sonori calci nel sedere a maîtres chocolatiers di indubbia fama. Assaporava personalmente, intingendo il ditino nei barattoli di pregevole fattura, spezie consegnate dai quattro angoli del globo. Poi puntava lo stesso minuscolo ditino verso cuochi e mestieranti della cucina, scagliando improperi ed anatemi.
La manina come strumento di condanna: pollice verso, indice accusatorio, medio alzato.
Agenore era diventato intrattabile.
La mattina, al risveglio, una stuola di camerieri gli si parava dinnanzi augurandogli il buongiorno ed incrociando le dita dietro le spalle. Uno ad uno sollevavano il coperchio del vassoio, glielo porgevano ed attendevano impauriti il responso.
Quando gli ingredienti lo trovavano soddisfatto, sopraggiungeva un’ulteriore discriminante.
Il nome.
“Muffin”, ricorda la muffa.
“Ciambellone”, troppo nazionalpopolare.
“Plum Cake”, troppo internazionale.
“Torta Paradiso”, ma va all’inferno!
“Torta della nonna”, eh, sa di rancido come una vecchia!
“Torta…” basta!, esclamava seccato.
La madre di Agenore, disperata, non sapeva che pesci pigliare.
Un giorno, un’anziana che passava per il paese, venuto a sapere del bimbo temuto, avvicinò la signora. “Io so cosa farebbe contento suo figlio”, le disse. Parlarono per una manciata di minuti. Si sorrisero. La vecchina scomparve così come era giunta, silenziosamente, senza fragore.
La mamma di Agenore indossò un grembiule turchino ed iniziò a dosare gli ingredienti.
Utilizzò un po’ di farina presa in prestito dal mulino dei sette capretti; uova dalla gallina che le deponeva solo d’oro ma che, per quella volta, fece uno strappo alla regola; zucchero proveniente dal venditore ambulante di zucchero filato del Paese dei Balocchi. Infine aggiunse una mela tagliata a pezzettini fini. Ma dato che l’aveva ricevuta da una strega persasi per il bosco, pensò che forse sarebbe stato meglio lavarla per bene.
Il dolce così finito fu presentato ad Agenore all’alba seguente. Nella stanza, nessun cameriere. Solo sua madre, profumosa di mamma, con quell’odore inconfondibile che solo le mamme nelle mattine d’inverno, fredde e piovose, riescono ad avere. Il profumo di un abbraccio che ti consente di saltare la scuola.
“Ti ho preparato il dolce del mattino, amore di mamma…”, gli disse sorridente, carezzandogli i capelli.
Agenore diede un morso, poi un altro. Annuì con la testa, poi le gettò le braccia al collo.
Malelingue dicono che versò anche una o due lacrime di bimbo.
Insomma, una favola con tanto di happy ending.

Dopotutto, a dodici anni, è lecito credere alle favole, anche se sei Agenore.

Ingredienti
350 g di farina
250 g di zucchero semolato
1 bustina di lievito
4 uova grandi
100 g di burro
¼ di latte
sale
burro e farina per la tortiera.

Preparazione
Accendete il forno a 180°. Fate fondere il burro. Setacciate la farina con il lievito dentro una ciotola ampia e miscelatela con lo zucchero e un pizzico di sale. Fate la fontana e mettetevi le uova intere, il burro fuso e il latte non troppo freddo. Mescolate bene il tutto con un cucchiaio di legno quindi versate il composto in una tortiera da 26 cm di diametro imburrata e infarinata e mettete il dolce nel forno già caldo. Lasciate cuocere per circa un’ora quindi sformate e fatelo raffreddare su una gratella.
È un dolce molto semplice e facile, ideale da inzuppare nel caffelatte. Può essere preparato anche con il mixer, raccogliendo tutti gli ingredienti e frullando per un paio di minuti.

Io ho aggiunto all’impasto una mela tagliata a piccoli dadini leggermente infarinati per non farli affondare e l’ho spolverata con zucchero a velo e cannella.

Una colazione davvero fantastica!