sabato, aprile 28, 2007

Bavette con zucchine, ricotta ed erbette aromatiche

La foto come potete vedere non è venuta un molto bene...ma sinceramente non mi andava che il piatto si freddasse...erano così invitanti!
La ricetta è veramente elementare...si tratta di saltare in padella un paio di zucchine tagliate a piccoli quadratini con un filo d'olio ed uno spicchietto d'aglio in camicia. Unica raccomandazione: quando pulite le zucchine togliete la parte centrale perchè è molle e spugnosa!.
In una ciotolina mantecate un paio di cucchiai di ricotta di pecora con sale, pepe, olio ed erbette aromatiche (io ho usato basilico, menta e qualche fogliolina di timo al limone) e se lo avete in frigorifero una grattata di marzolino. Cuocete la pasta e mantecatela con le zucchine aggiungendo qualche cucchiaio di acqua di cottura...poi fuori dal fuoco unite la ricotta e date un'ultima mescolata.





martedì, aprile 24, 2007

Fagottino di pollo con carciofi

Ormai la stagione dei carciofi è agli sgoccioli...ma quando al mercato trovo qualche bel cimarolo ritardatario non posso fare a meno di comprarlo!
Questi sono dei fagottini preparati battendo le fettine di petto di pollo (che purtroppo erano tagliate un po troppo spesse), poi ho appoggiato sopra una fetta di prosciutto, il mio cimarolo tagliato sottile ed un trito aromatico di prezzemolo, mentuccia e pepe nero; un filo d'olio e li ho arrotolati. Passati appena nella farina li ho rosolati in padella con uno spicchio di aglio schiacciato(avendo cura di togliere la farina in eccesso in modo da evitare che si bruci nella padella) prima dalla parte della chiusura, così da sigillarli. Sfumati con un goccio di vino bianco e poi lasciati cuocere a fuoco più basso per una decina di minuti aggiungendo se necessario poca acqua tiepida.

Semplici e golosi sono ottimi per un prazo veloce e profumato!

venerdì, aprile 20, 2007

Rana pecatrice ai due carciofi



Questa è una ricettina che ho visto fare a Simone Rugiati nella sua rubrica "Oggi cucino in" ...è veramente una cannonata" :) e ci si mettono davvero 10 minuti!


Prendete due padelle...in una mettete 2 spicchi d'aglio e quando soffrigge aggiungete i carciofi precedentemente puliti ed affettati. Lasciate cuocere a fuoco vivace aggiungendo qualche goccia di succo di limone e all'ultimo delle listarelle di prosciutto di Parma e prezzemolo tritato. Nell'altra padella mettete un filo d'olio e quando è caldo fatevi cuocere la rana pescatrice tagliata a cubi, sfumate con vino bianco e fatelo evaporare (a questo punto si dovrebbero unire delle olive taggische ma io me le sono dimenticate!); dopo 2 minuti il pesce è cotto quindi trasferitelo, insieme con il suo sughetto, nella padella con i carciofi e lasciate insaporire per un paio di minuti.

Prendete un altro carciofo, tagliatelo finemente e passatelo in un mix fatto di farina di riso e farina di grano tenero in parti uguali. Friggete i carciofi in olio caldo e scolateli dall'olio in eccesso.

Impiattate il pesce con i carciofi e sopra un ciuffetto di carciofi croccanti!


Bigoli con rana pescatrice


Questa mattina ho comprato una splendida rana pescatrice per preparare una ricettina che ho visto fare ieri in tv...nel frattempo per pranzo mi sono fatta questi bigoli piccantini al profumo di mare che non erano per niente male!

Ho fatto un bel brodo di pesce con la testa della rana pescatrice e la carcassa del corpo, facendola prima rosolare con un filo d'olio e uno spicchio d'aglio e poi aggiungendo una carota e una costa di sedano. A parte ho fatto un sughetto facendo un soffritto di aglio olio e peperoncino, ho aggiunto i pomodorini ciliegia, sfumato con un po di brodo e aggiunto i ritagli di pescatrice avanzati...Ho cotto i miei bigoli nel brodo di pesce e mantecato in padella con il sughetto.
Prezzemolo tritato e Buon Appetito!


La ricetta che farò per cena invece è la Rana Pescatrice ai 2 Carciofi...questa sera o al massimo domani troverete la ricetta!

giovedì, aprile 19, 2007

I ATE (& HATE) 7 HUMBLE PIES


Ovvero, ho mangiato il pasto degli umili, nella speranza di una riabilitazione futura. Come andare a Canossa con le ginocchia nude e il capo cosparso di cenere.

Cena indigesta, quella.

Sette-portate-sette.

S’è detto tutto e di più sulla gioiosa (per gli invidiosi) serata di Manchester. Che Roma poggi su sette golli. Che non si può che essere al settimo cielo. Che dovremmo dimenticare dedicandoci al briscola e tre sette.

Simbologia sbirulina, quella del sette.

Ma l’assist migliore me lo servono i temerari che hanno recapitato a Trigoria 120 chili di carote.

Come dire, “bravi conigli”.

Le carote erano il contorno di quella cena che c’è rimasta sullo stomaco.

Non è che abbiano sbagliato più di tanto nella scelta dell’ortaggio, se non altro per le sue qualità curative ed organolettiche.

La carota, si sa, è gustosissima se consumata cruda in insalata. Magari con altri sette ingredienti. Nuda e cruda come la verità dei fatti.

È molto indicata, poi, come gastro-protettore delle pareti dello stomaco: è un ottimo antiulcera, e forse è proprio quello di cui abbiamo tutti –tifosi, società, chi più ne ha– un po’ bisogno..

La carota è molto usata in cosmesi perché antiossidante e ricca di betacarotene, perciò stimola l'abbronzatura prevenendo la formazione di rughe e curando la pelle secca e le sue impurità; in vacanza, i giocatori dell’aesseroma, se le portassero un po’ di quelle carote. Per non dimenticare.

La sua polpa, infine, è un ottimo antinfiammatorio molto adatto a curare piaghe, sfoghi cutanei e screpolature della pelle.

La sconfitta brucia, e lo farà a lungo… Magari, con un piastriccio di quei centoventi chili di carote, almeno un po’ riusciremo a lenire il dolore.

Ah, dicono faccia bene anche alla vista. Ma a quanto pare, questa, non è che una balla inventata proprio dalla perfida Albione.



mercoledì, aprile 18, 2007

Supersize Me -Trailer

Conoscete questo film-documentario?? E’ uscito nel 2004 diretto ed interpretato da Morgan Spurlock, un filmaker statunitense indipendente.

La pellicola segue un esperimento portato avanti dal regista: per un mese (30 giorni) ha mangiato solamente cibo della nota catena mondiale di fast food McDonald's, tre volte al giorno, ogni giorno - interrompendo contemporaneamente ogni attività fisica - e documentando tutti i cambiamenti fisici e psicologici avvenuti. Oltre a questo, Spurlock esplora l'enorme potere della catena sull'industria dei fast food e come questa incoraggi un'alimentazione povera per massimizzare il proprio profitto.

Il tutto prende le mosse da un episodio di cronaca del 2002: due ragazze statunitensi citarono in giudizio la catena di fast-food McDonald's dichiarando "se siamo obese è colpa sua". La difesa della corporation puntò sul fatto che non c'erano prove che un'alimentazione basata esclusivamente o principalmente sui fast-food avesse effetti simili. Per contrastare quest'osservazione e questo vuoto, Spurlock, scrittore e produttore fino ad allora noto soprattutto nel circuito televisivo, decise di diventare una cavia di un folle esperimento: un mese di solo cibo McDonald's, il tutto davanti ad una telecamera 24 ore al giorno.

Spurlock, 33 anni, era in salute e magro, 188 centimetri di altezza per 84 kg di peso, prima dell'esperimento. Dopo 30 giorni ha guadagnato 11 kg ed ha incrementato la sua massa corporea del 13%. Ha anche provato improvvisi e repentini cambi di umore, disfunzioni sessuali, e danni irreversibili al fegato, che lo hanno portato in condizioni gravi alla fine dell'esperimento.

Ha ricevuto la nomination come "miglior documentario" per gli Oscar 2005.
Su Wikipedia potete trovare ulteriori informazioni sull'esperimento e su www.supersizeme.com acquistare il film.

martedì, aprile 17, 2007

Millefoglie di Bufala Campana



Ieri mi hanno regalato delle ottime bufale campane...oltre a spiluccarle al naturale (dove secondo me esprimono al meglio le loro qualità) ho fatto questo rapido millefoglie intervallando le fettine di bufala con fettine di girello precedentemente battute al batticarne e scottato in pedella e un ciuffetto di cicoria sbollentata e condita con sale ed olio. Sopra per dare un minimo di croccante ho messo delle mandorle a filetti e dei semi di papavero. Passato al forno per 4/5' a 190° e servito.

lunedì, aprile 16, 2007

Cuochi Fatui



Ho scoperto questo delirante progetto scaricando il podcast da i-Tunes
Dovete assolutamente ascoltare le loro ricette interpretate magistralmente da Giacomo Benelli...
Trovate più informazioni ed il link al podcast cliccando qui

Fra le loro ricette:
La trippa in lavatrice: Originale soluzione per la preparazione della trippa utilizzando la lavatrice di casa. Si dice che la ricetta sia stata creata da Ugo Tognazzi, ma probabilmente il vero inventore è uno ancora più pazzo

Il pipione pieno de rixio: Siete tra quelli che non avrebbero mai il coraggio di uccidere un animale per mangiarlo? Questa è la ricetta che fa per voi. Il piatto risale alla tradizione medievale e possiamo considerarlo un manifesto animalista ante litteram

Cape Dannate: Da contrapporre alle più tradizionali capesante, queste Cape dannate sono ideali per incontri hot dal sapore trasgressivo

venerdì, aprile 13, 2007

Il Carciofo buono, pulito e giusto

La qualità buona, pulita e giusta è un impegno per un futuro migliore.

La qualità buona pulita e giusta è un atto di civiltà e uno strumento per migliorare il sistema alimentare.


Il carciofo romanesco è, senza ombra di dubbio, il protagonista gastronomico principale del nostro territorio in questa stagione.

La costiera tirrenica, in testa la cittadina di Ladispoli - che gli dedica ogni anno una Sagra, giunta quest'anno alla sua 57a edizione - si è specializzata nella produzione di questo ortaggio antico ed affascinante.

E la Condotta civitasvetulina di Slow Food, quest'anno, ha deciso di tributargli un evento: Il carciofo buono, pulito e giusto.

La tripletta di aggettivi, per chi condivide la filosofia Slow, non suonerà nuova.
Il Carciofo romano è ineluttabilmente buono.
Il Carciofo che degusteremo domenica sera è pulito, perché viene dall'accorciamento massimo della filiera - e la famiglia Gennaretti, che lo coltiva e lo cucina nel suo Casale dei Girasoli - rifiuta ogni pesticida o insetticida chimico.
E il Carciofo, quella sera, sarà anche giusto, perché si sposerà - grazie alla verve dello Chef Filippo Gennaretti - con prodotti provenienti da commercio equo e solidale.

L'appuntamento è perciò presso il Casale dei Girasoli a Ladispoli alle ore 20,00 (cliccate qua per accedere al sito del Casale e qua per visionare la locandina della serata).

Questo il menu:

Cous Cous della Palestina (Altro Mercato) ai carciofi con fonduta al taleggio

Asado di carne argentina con carciofo al cartoccio

Tortino ai carciofi con cuore fondente

Anelli (da commercio equo-solidale) al forno con carciofi e gorgonzola

Fagottini carciofo e ricotta su salsa al pecorino

Bocconcini di manzo con carciofi profumati al marsala e curcuma su riso Basmati (prodotto da commercio equo-solidale)

Patate e carciofi al forno

Insalata

Bavarese al carciofo

I piatti saranno accompagnati da una selezione di vini della Cantina Casale Cento Corvi, e nella fattispecie Kottabos, Kantharos e un Trebbiano creato ad hoc per l'abbinamento con i carciofi (tradizionalmente molto complicato).

Il gentilissimo Aldo, della bottega di commercio equo-solidale Il Fiore, sarà presente invece per illustrare le caratteristiche ed il sostrato socioculturale sotteso ad ogni prodotto.

Perché non abbandonarsi per una sera al fascino del carciofo???


giovedì, aprile 12, 2007

Zuppetta tiepida di cioccolato all'arancio con gelatina di caffè e spiedino di colomba

Questo è un dolce fatto per smaltire un po la cioccolata dell'uovo di pasqua e i vari avanzi di colomba....
Per prima cosa preparate la gelatina di caffè:
ammollate 1 foglio e mezzo di colla di pesce in acqua fredda per circa 10'. Fate un bel caffè espresso (150 ml ) strizzate i fogli di colla di pesce, uniteli al caffè quando la colla si sarà ben sciolta mettete il caffè in frigo (non è necessario un bel contenitore tanto la gelatina andrà rotta)

Per la zuppetta preparate una normale crema inglese (4dl latte, 4 tuorli, 80g di zucchero, 1 cucchiaino di maizena) e quando è quasi pronta unitevi 100g (abbondanti) di cioccolato sciolto a bagnomaria e 20g di zucchero all'arancio.

Come si fa lo zucchero all'arancio? Niente di più facile! grattate la scorza di un arancio (mi raccomando lasciate integra la parte bianca) poi mettete dello zucchero nel mortaio e unite la scorza...pestate il tutto ed ecco pronto il vostro zucchero fragrante al profumo di arancio!

A questo punto una aspettate che la crema si intiepidisce (una volta pronta dovete trasferirla in un altro contenitore con sotto una bacinella di acqua e ghiaccio), togliete la gelatina dal frigo (che sarà pronta dopo minimo 2 ore) e rompetela con una forchetta.

Ricavate dalla colomba dei cubi, infilzateli in uno spiedo, cospargeteli con lo zucchero all'arancio e passateli in una padella ben calda in modo da caramellarli.

Montate il piatto e servite tiepido!

martedì, aprile 10, 2007

Gnocchetti pesto e fagiolini

Molto appetitosi e rapidi sono una piccola revisione del solito abbinamento trofie al pesto con fagiolini e patate...
Per prima cosa mettete a bollire l'acqua. Lavate accuratamente i fagiolini, puliteli togliendo le estremità e tagliateli in piccoli pezzi che metterete a sbollentare non appena l'acqua bolle aggiungendo una abbondante presa di sale per fermare il bel colore brillante.
A parte preparate il pesto con olio, basilico (utilizzate quello giovane così verrà più verde e se lo preparate con il frullatore lavorate ad intermittenza altrimenti il calore delle lame lo farà ossidare) pinoli tostati ed un po di parmigiano reggiano (a piacere aggiungere anche una presa di pecorino). Scolate i fagiolini e ripassateli in padella con uno spicchio d'aglio schiacciato (l'aglio in realtà andava nel pesto ma io lo preferisco così in modo che non si senta troppo). Nella stessa acqua dove sono stati cotti i fagiolini buttate gli gnocchi...appena vengono a galla scolateli...mantecateli con i fagiolini, tolgiete dal fuoco unite il pesto e servite.

domenica, aprile 08, 2007

Colazione Pasquale nel "Monolocale"


"Sulla tavola apparecchiata sono gia pronte le tazze fumanti del cioccolato. Inoltre pizze di Civitavecchia dove prevale il sapore degli ànaci, salami di diverse qualita, già tagliati, dominati dalla corallina, e vassoi di uova sode. Tra poco arriverà un altro piatto tradizionale, che è ancora sul fuoco: coratella e carciofi".

sabato, aprile 07, 2007

Ci avete mai pensato che se poi...

Tutto cominciò con un gesto di clemenza. Ne graziarono uno, mille, un milione. Questi emisero belati d’esultanza. C’era chi li guardava con commossa ammirazione. Solo i carciofi si sentivano soli, senza il pasticcio di interiora a mescolarsi nella pentola, cottura lenta. E il pangrattato, che preso dallo sconforto se ne stava in un cantuccio, a guardare i rossi d’uovo con aria trasognante, rimpiangendo i bei tempi andati.

Poi, dopo due giorni di baldoria lanosa, presero ad avanzare pretese. Si tinsero i velli cotonati di rosso fuoco. Applicarono piercing alle orecchie grigiastre. Erano tanti, soffici, candidi ed incazzati.

Stuprarono le donne, saccheggiarono i villaggi, vilipendiarono festività e icone sacre.

Rivendicarono la supremazia sulla catena alimentare. Formarono persino un partito per le incombenti elezioni europee. Trattarono l’umana gente come un gregge di pecoroni.

“Bene, è finita la festa”, disse qualcuno, stanco.
Si ammainarono i vessilli, quelli elettronici vennero criptati.
Uno affilava la lama, l’altro preparava le braci, pronto a scottarsi le dita.

C’è una legge, ineludibile, della natura.
Dice “A chi tocca n’se ‘ngrugna”.

EXPLICIT
La parola "crudeltà" la leggi sul b-side della medaglia. Sull'altra faccia c'è scritto "ineluttabilità". Quando arriva il tuo momento, per quanto a malincuore, non ti puoi esimere. C'est la vie.

venerdì, aprile 06, 2007

Pizza di Pasqua

"Sulla tavola apparecchiata sono gia pronte le tazze fumanti del cioccolato. Inoltre pizze di Civitavecchia dove prevale il sapore degli ànaci, salami di diverse qualita, già tagliati, dominati dalla corallina, e vassoi di uova sode. Tra poco arriverà un altro piatto tradizionale, che è ancora sul fuoco: coratella e carciofi". (Mario Verdone)

La Pizza di Pasqua è il celeberrimo dolce della mia città...non c'è fornaio o pasticciere che non abbia in vetrina una bella pizza incartata a festa...e comperarne una non è per niente facile...ci si deve ricordare di ordinarla giorni e giorni prima altrimenti si rimane senza! Farla in casa non è semplicissimo...occore molto tempo, pazienza e precisione; la sua lievitazione è estenuante e va seguita passo passo tutta la notte...comprarla dal fornaio è una sicurezza! Ognuno ha i suoi forni preferiti, anche perchè la ricetta cambia di famiglia in famiglia...secondo me l'impasto migliore quello del vapofono Ferrilli...se passate da qui fateci un salto! E' usanza mangiare questo dolce la mattina di Pasqua durante la Colazione accompagnato da corallina, lonza, uova sode, coratella con i carciofi e l'uovo di cioccolato..e per quella speciale mattinata...perchè no..anche un bel bicchiere di vino per fessteggiare!

La storia e la preparazione...fra i versi dialettali..
La Pizza di Pasqua per la sua particolare cura nella preparazione ha una vera e propria storia tant'è che tutti i poeti dialettali passati e presenti ce la ricordano...

"La pizza che se fa’ a Civitavecchia
sotto la Pasqua, è cosi combinata:
zucchero, ova, cannella, cioccolata,
vino speciale de riserva vecchia;
Ricotta, farina, anice stellata,
e su base de ’na ricetta vecchia,
olio de semi, burro e poi ’n ’antecchia
d’arkermes e vaniglia zuccherata.
Da secoli la fanno i pasticceri,
donne de casa e pure li fornari,
perchè sia cosi bona ’nso misteri.
E quanno la magnamo a colazzione,
pe’ Pasqua, assieme a li nostri famijari,
ce s’empie er core de sodisfazione”. (Igino Alunni)

Gli ingredienti vanno preparati con molta attenzione fin dal giorno prima, come ci ricorda Ugo Marzi nei suoi versi:

"Si, dioneguardi, sbaji in’sti momenti, presempio,...un quarzivoja, un ovo guasto,
quanno che vai a magnalla so’ accidenti,
senza penza’ che ’r gusto ’n c’e rimasto”.
La lievitazione della pasta e un altro momento delicatissimo. Le donne usavano disporre i testi su un letto e coprirli con pesanti coperte di lana e l’attesa della lievitazione era un rito. Si rimaneva sveglie tutta la notte, spiando la pasta che cresceva e scaldando le coperte esternamente con un ferro caldo in modo da non far scendere la temperatura sotto le coperte. Era sinceramente una gran fatica come ci ricorda ancora Ugo Marzi in queste strofe:
”Questa e ’n’ammazzatura, sarvognuno
si tanto me da’ tanto, ciarimani”.
C’era un misto di fatica e di passione nel fare questo dolce tradizionale ma tutta la fatica veniva per incanto dimenticata nell’ora ”de la sciorta della Gloria” quando la pizza veniva servita a tavola insieme alle uova sode, il salame, la coratella con i carciofi ed un buon bicchiere di vino per la colazione pasquale.
Tratto da: "Civitavecchia in punta di forchetta" edizione 1990

Qui vi indico anche la ricetta come riportata sul Breviario di Cucina Civitavecchiese:
Dosi per cinque uova: pasta "lievita" gr.600, lievito di birra gr.50, zucchero gr.900, burro gr.200, strutto gr.100, ricotta gr.400, cannella gr.25, anaci gr.25,, latte una tazzina da the, vino o vermouth mezzo bicchiere, alchermes mezzo bicchiere, vaniglia, farina Kg.1,900 circa. Esecuzione: mettere a bagno i semi di anice nel vino. In un recipiente molto grande amalgamare la pasta "lievita" con la ricotta e con il lievito di birra sciolto precedentemente nel latte (se non si utilizza la pasta "lievita" dei panifici, la confezione della pizza comprende ovviamente anche una precedente fase per la preparazione della pasta lievitata casalinga). In un altro recipiente mettere le uova ed unirvi tutti gli altri ingredienti (esclusa la farina), amalgamando poi il preparato con l'impasto precedentemente preparato e facendo in modo che il tutto diventi quasi liquido; cominciare ad aggiungere la farina un po' alla volta finche la pasta non risultera elastica e poco vischiosa. A questo punto suddividere la massa in tre parti, di cui due piu grandi ed una piccola, collocando ciascuna di esse in altrettante teglie col bordo molto alto poiche la pasta superera il doppio del volume. Porre le tre teglie in ambiente caldo ed umido, e se tutto sara andato bene le pizze saranno pronte per essere infornate dopo circa 24 ore (se invece non si sara ottenuta la lievitazione, occorrerà disfare le tre masse di pasta, rimpastarle bene e ripartirle nuovamente in tre pani seguendo poi la procedura già descritta). Prima di infornare pennellare con uovo battuto. Forno moderato per circa un'ora.

giovedì, aprile 05, 2007

...Libri....

Due splendidi libri si aggiungono alla mia collezione!
Il primo ("Il Sapore Perfetto") era da molto che lo volevo comprare...ma dato che ero immersa nella lettura di altro non volevo mettermi sulo comodino questa tentazione...
Il secondo ("Finger Food") lo cercavo da qualche giorno ma purtroppo - come sempre- nelle librerie della mia città non era disponibile così ho colto al volo l'occasione!
Gli ho già dato una prima occhiata e soprattutto quello sul finger food sembra veramente eccezionale!Ci sono ricette strepitose e facilmente realizzabili anche nella cucina di casa... sarà una Pasqua da gustare in un sol boccone! :)

Vi lascio di seguito alcune recensioni:


"Il sapore perfetto" di José Manuel Fajardo:
Il piacere del cibo, l'arte culinaria: questi sono alcuni degli ingredienti base del nuovo romanzo di José Manuel Fajardo. Narratore e protagonista è Omar, che dipana i fili della propria vita riassaporandone i momenti cruciali: dopo l'infanzia spagnola a Gijón, un periodo scandito da piccoli e grandi drammi familiari, ma anche da fantasie e sogni marinareschi, passando per il Messico, dove è arrivato da marinaio e ha scoperto la propria vocazione culinaria, Omar approda a Parigi, dove si innamora di Marina, ballerina rumena carica di fascino e mistero, che lo costringe a un viaggio alla scoperta di sé e dell'altro. Nella capitale francese lavora come capocuoco a bordo di un 'bateau-mouche' nello stesso periodo in cui Belgrado viene bombardata dalle truppe della NATO. E mentre cucina e ricorda e racconta, sfilano pietanze, salse e condimenti, ostriche fresche e tequila ghiacciata... Intingoli e manicaretti accompagnati dalle note di canzoni famose e da ardenti e commossi boleri, uno dei quali composto per l'occasione dallo stesso Fajardo. Il tutto contribuisce a dare il "sapore perfetto" a una vita quanto mai varia, il cui filo conduttore, non esibito eppur forte nel raffinato tessuto narrativo del romanzo, sembra essere una inesausta ricerca di felicità: ancora oggi, forse, un'aspirazione possibile e legittima.
"Finger Food" di Viviana Lapertosa
120 ricette da mangiare in un boccone, irresistibili e facili da eseguire anche a casa con ingredienti reperibili al supermercato.- Come afferma nella prefazione Viviana Lapertosa, autrice del libro, il finger food "ci dà la possibilità di tornare a mangiare con le mani, di toccare il cibo e gustarlo fino all'ultima briciola, di sentirne il calore o la consistenza già sulle dita, di portarlo alla bocca senza tramiti e imbarazzi".- Al pari dei piatti diventano protagonisti bicchieri, cucchiai, forchette, involucri naturali come gusci di cozze ... insomma tutto quanto possa trasformare anche il piatto più banale, pesante o dimenticato in un cibo con il dono della leggerezza e dell'ironia.Per darvi un'idea delle ricette, gustosissime, eccone una carrellata: Zuppa fredda di mandorle e seppioline, Bocconcini di ventresca di tonno, Tartara di salmone marinato in casa, Polpette di baccalà crudo, Millefoglie di pane carasau, Salamini di cioccolato...- Un doppio indice, uno che raggruppa le ricette proposte pensando a occasioni speciali, come una festa in terrazza, una cena in spiaggia, un pic nic sul lago....e uno che le raccoglie in modo più tradizionale: Bocconcini e bocconi, Fritti frittate e polpette, Pane e panini, Dolcezze e dessert..., completa questo libro, corredato di bellissime foto.
Qui potete trovare anche un'intervista all'autrice.

A proposito di Pasqua se domani passate dal Monolocale troverete un bel post sulla Pizza di Pasqua, dolce storico della mia città di una bontà unica e profumo invidiabile!

martedì, aprile 03, 2007

Strudel

Era da tempo che volevo provare a fare lo Strdel...avevo questo pallino...basta con lo strudel veloce fatto affettando qualche mela e arrotolandola con una spruzzata di cannella in una comune pasta sfoglia comprata poco prima al supermercato. Avevo il desiderio provare a preparare la pasta...si si...quella che va stesa finissima a tal punto da vedere la tovaglia sottostante! Oggi mi ci sono messa di impegno...e il risultato [modestamente :))) ] è eccellente! Fra le tante ricette che avevo ho fatto un po un mix...in prevalenza ho usato quella di Laura Ravaioli apportando qualche modifica qua e là! Io poi l'ho servito soltanto spolverato di zucchero a velo ma è ottimo con un ciuffo di panna o crema inglese.
Per la pasta: 350 g di farina; 50 g di burro; 1 uovo; sale
Ripieno: Mele renette, zucchero, cannella, pinoli, uvetta, pangrattato, scorza di limone.

Setacciate sulla spianatoia la farina con un pizzico di sale, fate la fontana e versatevi il burro fuso, l'uovo e circa mezzo bicchiere di acqua tiepida. Mescolate gli ingredienti con una forchetta e poi lavorare energicamente la pasta per qualche minuto. Deve risultare abbastanza morbida. Raccoglietela a palla e sbattetela con forza e ripetutamente sulla spianatoia, per qualche minuto [questo serve a farle perdere l'elasticità e a stenderla meglio]. Avvolgetela in un canovaccio appena umido e copritela con una pentola capovolta che avrete prima riscaldato [l'ambiente caldo e umido mantiene la pasta morbida e duttile]. Sbucciate le mele e fatele a fettine sottili, unitevi la scorza del limone, la cannella qualche cucchiaio di zucchero (mi raccomando non mettetene molto!) e l'uvetta che avrete precedentemente ammollato in acqua tiepida. Lasciate riposare. Stendete sul tavolo una tovaglia, infarinatela leggermente e appoggiatevi il panetto di pasta. Stendetela con il matterello in una sfoglia rotonda spessa circa mezzo cm quindi sciogliete un po di burro e pennellate la sfoglia. Mettete le mani, chiuse a pugno e infarinate, sotto il disco di pasta e, con molta delicatezza, allargatela tirandola poco per volta per non strapparla e cercando di darle uno spessore uniforme e sottilissimo [è più facile di quel che sembra perché il riposo in ambiente tiepido e la pennellatura di burro rendono la pasta molto duttile e malleabile]. Alla fine si dovrebbe ottenere un ovale di circa 80 cm X 60. Sciogliete ancora poco burro e fatevi rosolare un po di pangrattato da aggiungere alle mele in modo che in cottura catturi il liquido in eccesso. Unite il pangrattato alle mele e posizionate il ripieno sulla pasta avendo cura di lasciare liberi i bordi. Partendo dal lato più lungo dell'ovale e aiutandovi con la tovaglia, arrotolate la pasta su se stessa in modo da ottenere una specie di lungo salsicciotto. Premete lo strudel alle due estremità chiudendo bene. Fatelo scivolare su una placca imburrata, pennellatelo con il burro e mettetelo nel forno già caldo a 180° per circa un'ora. Servitelo tiepido oppure freddo.

lunedì, aprile 02, 2007

Anelli dorati accompagnati in rosso



I calamari non sono la mia passione...ma gli anelli appena fritti mi fanno impazzire!!


Ho semplicemente pulito e lavato dei calamari freschissimi (erano praticamente trasparenti!), fatti ad anelli e passati nella semola di grano duro. Fritti in abbondante olio caldo e appena prima di servirli spolverati con un po di sale.

Per accompagnare ho pensato ad una base di songino (meglio conosciuta come valeriana) condita con un'emulsione si olio, succo di limone e un pizzico di sale...con vicino una crema di fagioli rossi ottenuta lessando i fagioli, ripassandoli leggermente in padella con del porro e successivamente frullati con un goccio di brodo vegetale. Ho guarnito con del porro tagliato a bastoncini molto sottili tenuti nell'acqua fredda e poi un po nel freezer così perdono il loro sapore forte ma allo stesso tempo danno molto profumo al piatto.