La foto come potete vedere non è venuta un molto bene...ma sinceramente non mi andava che il piatto si freddasse...erano così invitanti!sabato, aprile 28, 2007
Bavette con zucchine, ricotta ed erbette aromatiche
La foto come potete vedere non è venuta un molto bene...ma sinceramente non mi andava che il piatto si freddasse...erano così invitanti!martedì, aprile 24, 2007
Fagottino di pollo con carciofi
Ormai la stagione dei carciofi è agli sgoccioli...ma quando al mercato trovo qualche bel cimarolo ritardatario non posso fare a meno di comprarlo!venerdì, aprile 20, 2007
Rana pecatrice ai due carciofi

Bigoli con rana pescatrice

giovedì, aprile 19, 2007
I ATE (& HATE) 7 HUMBLE PIES

Ovvero, ho mangiato il pasto degli umili, nella speranza di una riabilitazione futura. Come andare a Canossa con le ginocchia nude e il capo cosparso di cenere.
Cena indigesta, quella.
Sette-portate-sette.
S’è detto tutto e di più sulla gioiosa (per gli invidiosi) serata di Manchester. Che Roma poggi su sette golli. Che non si può che essere al settimo cielo. Che dovremmo dimenticare dedicandoci al briscola e tre sette.
Simbologia sbirulina, quella del sette.
Ma l’assist migliore me lo servono i temerari che hanno recapitato a Trigoria 120 chili di carote.
Come dire, “bravi conigli”.
Le carote erano il contorno di quella cena che c’è rimasta sullo stomaco.
Non è che abbiano sbagliato più di tanto nella scelta dell’ortaggio, se non altro per le sue qualità curative ed organolettiche.
La carota, si sa, è gustosissima se consumata cruda in insalata. Magari con altri sette ingredienti. Nuda e cruda come la verità dei fatti.
È molto indicata, poi, come gastro-protettore delle pareti dello stomaco: è un ottimo antiulcera, e forse è proprio quello di cui abbiamo tutti –tifosi, società, chi più ne ha– un po’ bisogno..
La carota è molto usata in cosmesi perché antiossidante e ricca di betacarotene, perciò stimola l'abbronzatura prevenendo la formazione di rughe e curando la pelle secca e le sue impurità; in vacanza, i giocatori dell’aesseroma, se le portassero un po’ di quelle carote. Per non dimenticare.
La sua polpa, infine, è un ottimo antinfiammatorio molto adatto a curare piaghe, sfoghi cutanei e screpolature della pelle.
La sconfitta brucia, e lo farà a lungo… Magari, con un piastriccio di quei centoventi chili di carote, almeno un po’ riusciremo a lenire il dolore.
Ah, dicono faccia bene anche alla vista. Ma a quanto pare, questa, non è che una balla inventata proprio dalla perfida Albione.
mercoledì, aprile 18, 2007
Supersize Me -Trailer
Conoscete questo film-documentario?? E’ uscito nel 2004 diretto ed interpretato da Morgan Spurlock, un filmaker statunitense indipendente.
La pellicola segue un esperimento portato avanti dal regista: per un mese (30 giorni) ha mangiato solamente cibo della nota catena mondiale di fast food McDonald's, tre volte al giorno, ogni giorno - interrompendo contemporaneamente ogni attività fisica - e documentando tutti i cambiamenti fisici e psicologici avvenuti. Oltre a questo, Spurlock esplora l'enorme potere della catena sull'industria dei fast food e come questa incoraggi un'alimentazione povera per massimizzare il proprio profitto.
Il tutto prende le mosse da un episodio di cronaca del 2002: due ragazze statunitensi citarono in giudizio la catena di fast-food McDonald's dichiarando "se siamo obese è colpa sua". La difesa della corporation puntò sul fatto che non c'erano prove che un'alimentazione basata esclusivamente o principalmente sui fast-food avesse effetti simili. Per contrastare quest'osservazione e questo vuoto, Spurlock, scrittore e produttore fino ad allora noto soprattutto nel circuito televisivo, decise di diventare una cavia di un folle esperimento: un mese di solo cibo McDonald's, il tutto davanti ad una telecamera 24 ore al giorno.
Spurlock, 33 anni, era in salute e magro, 188 centimetri di altezza per 84 kg di peso, prima dell'esperimento. Dopo 30 giorni ha guadagnato 11 kg ed ha incrementato la sua massa corporea del 13%. Ha anche provato improvvisi e repentini cambi di umore, disfunzioni sessuali, e danni irreversibili al fegato, che lo hanno portato in condizioni gravi alla fine dell'esperimento.
Ha ricevuto la nomination come "miglior documentario" per gli Oscar 2005.
Su Wikipedia potete trovare ulteriori informazioni sull'esperimento e su www.supersizeme.com acquistare il film.
martedì, aprile 17, 2007
Millefoglie di Bufala Campana

lunedì, aprile 16, 2007
Cuochi Fatui

venerdì, aprile 13, 2007
Il Carciofo buono, pulito e giusto
La qualità buona, pulita e giusta è un impegno per un futuro migliore.
La qualità buona pulita e giusta è un atto di civiltà e uno strumento per migliorare il sistema alimentare.

La costiera tirrenica, in testa la cittadina di Ladispoli - che gli dedica ogni anno una Sagra, giunta quest'anno alla sua 57a edizione - si è specializzata nella produzione di questo ortaggio antico ed affascinante.
E la Condotta civitasvetulina di Slow Food, quest'anno, ha deciso di tributargli un evento: Il carciofo buono, pulito e giusto.
La tripletta di aggettivi, per chi condivide la filosofia Slow, non suonerà nuova.
Il Carciofo romano è ineluttabilmente buono.
Il Carciofo che degusteremo domenica sera è pulito, perché viene dall'accorciamento massimo della filiera - e la famiglia Gennaretti, che lo coltiva e lo cucina nel suo Casale dei Girasoli - rifiuta ogni pesticida o insetticida chimico.
E il Carciofo, quella sera, sarà anche giusto, perché si sposerà - grazie alla verve dello Chef Filippo Gennaretti - con prodotti provenienti da commercio equo e solidale.
L'appuntamento è perciò presso il Casale dei Girasoli a Ladispoli alle ore 20,00 (cliccate qua per accedere al sito del Casale e qua per visionare la locandina della serata).
Questo il menu:
Cous Cous della Palestina (Altro Mercato) ai carciofi con fonduta al taleggio
Asado di carne argentina con carciofo al cartoccio
Tortino ai carciofi con cuore fondente
Anelli (da commercio equo-solidale) al forno con carciofi e gorgonzola
Fagottini carciofo e ricotta su salsa al pecorino
Bocconcini di manzo con carciofi profumati al marsala e curcuma su riso Basmati (prodotto da commercio equo-solidale)
Patate e carciofi al forno
Insalata
Bavarese al carciofo
I piatti saranno accompagnati da una selezione di vini della Cantina Casale Cento Corvi, e nella fattispecie Kottabos, Kantharos e un Trebbiano creato ad hoc per l'abbinamento con i carciofi (tradizionalmente molto complicato).
Il gentilissimo Aldo, della bottega di commercio equo-solidale Il Fiore, sarà presente invece per illustrare le caratteristiche ed il sostrato socioculturale sotteso ad ogni prodotto.
Perché non abbandonarsi per una sera al fascino del carciofo???
giovedì, aprile 12, 2007
Zuppetta tiepida di cioccolato all'arancio con gelatina di caffè e spiedino di colomba
Questo è un dolce fatto per smaltire un po la cioccolata dell'uovo di pasqua e i vari avanzi di colomba....martedì, aprile 10, 2007
Gnocchetti pesto e fagiolini
Molto appetitosi e rapidi sono una piccola revisione del solito abbinamento trofie al pesto con fagiolini e patate... domenica, aprile 08, 2007
Colazione Pasquale nel "Monolocale"

"Sulla tavola apparecchiata sono gia pronte le tazze fumanti del cioccolato. Inoltre pizze di Civitavecchia dove prevale il sapore degli ànaci, salami di diverse qualita, già tagliati, dominati dalla corallina, e vassoi di uova sode. Tra poco arriverà un altro piatto tradizionale, che è ancora sul fuoco: coratella e carciofi".
sabato, aprile 07, 2007
Ci avete mai pensato che se poi...
Tutto cominciò con un gesto di clemenza. Ne graziarono uno, mille, un milione. Questi emisero belati d’esultanza. C’era chi li guardava con commossa ammirazione. Solo i carciofi si sentivano soli, senza il pasticcio di interiora a mescolarsi nella pentola, cottura lenta. E il pangrattato, che preso dallo sconforto se ne stava in un cantuccio, a guardare i rossi d’uovo con aria trasognante, rimpiangendo i bei tempi andati. Poi, dopo due giorni di baldoria lanosa, presero ad avanzare pretese. Si tinsero i velli cotonati di rosso fuoco. Applicarono piercing alle orecchie grigiastre. Erano tanti, soffici, candidi ed incazzati.
Stuprarono le donne, saccheggiarono i villaggi, vilipendiarono festività e icone sacre.
Rivendicarono la supremazia sulla catena alimentare. Formarono persino un partito per le incombenti elezioni europee. Trattarono l’umana gente come un gregge di pecoroni.
“Bene, è finita la festa”, disse qualcuno, stanco.
Si ammainarono i vessilli, quelli elettronici vennero criptati.
Uno affilava la lama, l’altro preparava le braci, pronto a scottarsi le dita.
Dice “A chi tocca n’se ‘ngrugna”.
venerdì, aprile 06, 2007
Pizza di Pasqua
"Sulla tavola apparecchiata sono gia pronte le tazze fumanti del cioccolato. Inoltre pizze di Civitavecchia dove prevale il sapore degli ànaci, salami di diverse qualita, già tagliati, dominati dalla corallina, e vassoi di uova sode. Tra poco arriverà un altro piatto tradizionale, che è ancora sul fuoco: coratella e carciofi". (Mario Verdone) giovedì, aprile 05, 2007
...Libri....
Due splendidi libri si aggiungono alla mia collezione!
José Manuel Fajardo. Narratore e protagonista è Omar, che dipana i fili della propria vita riassaporandone i momenti cruciali: dopo l'infanzia spagnola a Gijón, un periodo scandito da piccoli e grandi drammi familiari, ma anche da fantasie e sogni marinareschi, passando per il Messico, dove è arrivato da marinaio e ha scoperto la propria vocazione culinaria, Omar approda a Parigi, dove si innamora di Marina, ballerina rumena carica di fascino e mistero, che lo costringe a un viaggio alla scoperta di sé e dell'altro. Nella capitale francese lavora come capocuoco a bordo di un 'bateau-mouche' nello stesso periodo in cui Belgrado viene bombardata dalle truppe della NATO. E mentre cucina e ricorda e racconta, sfilano pietanze, salse e condimenti, ostriche fresche e tequila ghiacciata... Intingoli e manicaretti accompagnati dalle note di canzoni famose e da ardenti e commossi boleri, uno dei quali composto per l'occasione dallo stesso Fajardo. Il tutto contribuisce a dare il "sapore perfetto" a una vita quanto mai varia, il cui filo conduttore, non esibito eppur forte nel raffinato tessuto narrativo del romanzo, sembra essere una inesausta ricerca di felicità: ancora oggi, forse, un'aspirazione possibile e legittima.
autrice del libro, il finger food "ci dà la possibilità di tornare a mangiare con le mani, di toccare il cibo e gustarlo fino all'ultima briciola, di sentirne il calore o la consistenza già sulle dita, di portarlo alla bocca senza tramiti e imbarazzi".- Al pari dei piatti diventano protagonisti bicchieri, cucchiai, forchette, involucri naturali come gusci di cozze ... insomma tutto quanto possa trasformare anche il piatto più banale, pesante o dimenticato in un cibo con il dono della leggerezza e dell'ironia.Per darvi un'idea delle ricette, gustosissime, eccone una carrellata: Zuppa fredda di mandorle e seppioline, Bocconcini di ventresca di tonno, Tartara di salmone marinato in casa, Polpette di baccalà crudo, Millefoglie di pane carasau, Salamini di cioccolato...- Un doppio indice, uno che raggruppa le ricette proposte pensando a occasioni speciali, come una festa in terrazza, una cena in spiaggia, un pic nic sul lago....e uno che le raccoglie in modo più tradizionale: Bocconcini e bocconi, Fritti frittate e polpette, Pane e panini, Dolcezze e dessert..., completa questo libro, corredato di bellissime foto. martedì, aprile 03, 2007
Strudel
Era da tempo che volevo provare a fare lo Strdel...avevo questo pallino...basta con lo strudel veloce fatto affettando qualche mela e arrotolandola con una spruzzata di cannella in una comune pasta sfoglia comprata poco prima al supermercato. Avevo il desiderio provare a preparare la pasta...si si...quella che va stesa finissima a tal punto da vedere la tovaglia sottostante! Oggi mi ci sono messa di impegno...e il risultato [modestamente :))) ] è eccellente! Fra le tante ricette che avevo ho fatto un po un mix...in prevalenza ho usato quella di Laura Ravaioli apportando qualche modifica qua e là! Io poi l'ho servito soltanto spolverato di zucchero a velo ma è ottimo con un ciuffo di panna o crema inglese.Per la pasta: 350 g di farina; 50 g di burro; 1 uovo; sale
appena umido e copritela con una pentola capovolta che avrete prima riscaldato [l'ambiente caldo e umido mantiene la pasta morbida e duttile]. Sbucciate le mele e fatele a fettine sottili, unitevi la scorza del limone, la cannella qualche cucchiaio di zucchero (mi raccomando non mettetene molto!) e l'uvetta che avrete precedentemente ammollato in acqua tiepida. Lasciate riposare. Stendete sul tavolo una tovaglia, infarinatela leggermente e appoggiatevi il panetto di pasta. Stendetela con il matterello in una sfoglia rotonda spessa circa mezzo cm quindi sciogliete un po di burro e pennellate la sfoglia. Mettete le mani, chiuse a pugno e infarinate,
sotto il disco di pasta e, con molta delicatezza, allargatela tirandola poco per volta per non strapparla e cercando di darle uno spessore uniforme e sottilissimo [è più facile di quel che sembra perché il riposo in ambiente tiepido e la pennellatura di burro rendono la pasta molto duttile e malleabile]. Alla fine si dovrebbe ottenere un ovale di circa 80 cm X 60. Sciogliete
ancora poco burro e fatevi rosolare un po di pangrattato da aggiungere alle mele in modo che in cottura catturi il liquido in eccesso. Unite il pangrattato alle mele e posizionate il ripieno sulla pasta avendo cura di lasciare liberi i bordi. Partendo dal lato più lungo dell'ovale e aiutandovi con la tovaglia, arrotolate la pasta su se stessa in modo da ottenere una specie di lungo salsicciotto. Premete lo strudel alle due estremità chiudendo bene. Fatelo scivolare su una placca imburrata, pennellatelo con il burro e mettetelo nel forno già caldo a 180° per circa un'ora. Servitelo tiepido oppure freddo.lunedì, aprile 02, 2007
Anelli dorati accompagnati in rosso







